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Gonfiabili in mare in zona Gineprino «Scelta sbagliata e contro l’ambiente»
L’allarme di Politi sulla nuova previsione estiva del Comune Il sindaco: «Un servizio per i bimbi che rimane solo 4 mesi»
Claudia Guarino
bibbona. Gonfiabili sì, gonfiabili no. Sì perché costituiscono un servizio per i più piccoli. No perché alterano l’ambiente. Il tema è al centro della disputa tra Paolo Maria Politi, che è l’ideatore dell’oasi dunale del Gineprino e il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli.
O meglio, è il tema di una lettera che ha Politi come mittente e Fedeli come destinatario.
Politi sostiene che ci sarebbe l’ipotesi per il rilascio di una concessione riguardante la realizzazione di un parco giochi gonfiabili ancorato in mare, a poca distanza dalla costa del Gineprino. E non pare apprezzare l’idea.
Perché «ci si troverebbe di fronte ad una definitiva “Riminizzazione” della spiaggia di Bibbona - scrive Politi - come se gli affezionati bagnanti bibbonesi richiedessero questa tipologia di proposta vacanziera. Tale insediamento, oltre a rappresentare un vero e proprio pericolo alla balneazione e un danno alle praterie di Posidonia oceanica presenti sui bassi fondali, aumenterà la pressione antropica già attualmente al limite della oggettiva capienza, determinando ulteriore pressione agli elementi naturali che, nel corso dei decenni, abbiamo voluto tutelare e irrobustire».
Il sindaco di Bibbona, da parte sua, conferma la previsione e spiega: «Mancano le ultime autorizzazioni e si tratta di una concessione temporanea di qualche mese. Peraltro a Marina di Bibbona i gonfiabili esistevano anche l’anno scorso e per quest’estate abbiamo pensato di provare a spostarli più a sud».
Il sindaco Massimo Fedeli spiega anche che «Bibbona ha una presenza turistica caratterizzata da tante famiglie con bambini, perciò secondo l’amministrazione questo è un servizio in più per loro». Per quanto riguarda i possibili danni ambientali, Fedeli dice che «i gonfiabili sono previsti nel piano della costa. Ad ogni modo se dovesse emergere qualche criticità ne terremo conto. Siamo pronti al dialogo e, eventualmente, a rivedere le nostre posizioni».
Al di là della questione ambientale, Politi si trova in disaccordo col sindaco Fedeli e con l’amministrazione comunale di Bibbona anche per quanto riguarda l’idea alla base del parco giochi: cioè mette in dubbio che sia un servizio necessario per i turisti che soggiornano a Marina di Bibbona. Oltre a danneggiare il fondale marino e la spiaggia, «dove vive il fratino», con gli ancoraggi e il trasporto dei materiali.
«Mi creda sindaco - conclude Politi nella sua lettera - Tale eventualità impoverirebbe il livello qualitativo della proposta turistica del Comune di Bibbona, suggerendo a molti affezionati ospiti di Bibbona di trasferirsi altrove. La prego, signor sindaco, di abbandonare questo indirizzo che risponde soltanto ad esclusive scelte di carattere imprenditoriale stagionale, rivolgendo invece la sua attenzione alla conservazione del bene primario che caratterizza il Comune: l'ambiente e la natura. Sono questi i veri valori che producono reddito duraturo e sostenibile, apprezzati dai suoi ospiti». —
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