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Casale dei Poggetti, altri 250mila euro per sistemare una cattedrale nel deserto

Alessandra Bernardeschi
Casale dei Poggetti, altri 250mila euro per sistemare una cattedrale nel deserto

Dopo otto anni dall’inaugurazione, all’immobile serve manutenzione. L’assessore Bracci: «Cercheremo finanziamenti»

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Alessandra Bernardeschi

rosignano. Doveva diventare una delle “porte di ingresso” del vasto parco dei Monti Livornesi. Invece, dopo otto anni dalla sua inaugurazione, il Casale dei Poggetti, che domina la valle di Rosignano Marittimo, è un immobile sottoutilizzato che ha nuovamente bisogno di manutenzione. Gli anni trascorsi, l’uso parziale e gli atti vandalici che sono stati compiuti all’interno e all’esterno della struttura, isolata rispetto al centro del paese, hanno portato al degrado dell’immobile.

Per questo motivo l’amministrazione di Rosignano Marittimo ha approvato un progetto di fattibilità tecnica per restaurare il casale. Un progetto che ha un costo non indifferente: 250mila euro. Una cifra che andrà trovata attraverso finanziamenti. «Si tratta di un progetto preliminare non ancora finanziato – specifica l’assessore alla qualità urbana Giovanni Bracci – Dobbiamo dare una risposta per valorizzare il Casale dei Poggetti, una struttura che si sta degradando e che è stata colpita, in questi anni, da numerosi atti di vandalismo. Per questo, tra i miglioramenti previsti per l’intero immobile, c’è anche la previsione di un impianto di videosorveglianza. Una volta definito il progetto, cercheremo le modalità per finanziarlo».

Gli atti di vandalismo e l’inutilizzo dell’immobile, anche a causa dell’epidemia da Covid, non hanno permesso l’organizzazione di attività educative all’interno di locali già attrezzati. Solo nell’aprile scorso, tanto per fare un esempio, furono distrutte porte e finestre e imbrattati parte dei muri tanto che Angelo Fustella, presidente delle Giubbe Verdi, associazione capofila del progetto di utilizzo e rilancio della struttura, chiese una adeguata messa in sicurezza dell’immobile con portoni e finestre rinforzati e un impianto antifurto. Ma il progetto di rilancio è rimasto azzoppato a causa dell’epidemia.

L’immobile, lo ricordiamo, è stato oggetto di restauro nel 2012 ed è stato inaugurato, dopo lunghi lavori, nel 2013 grazie a un accordo tra Comune e Provincia per un progetto di circa 900mila euro finanziato con i soldi della Comunità Europea.

Oggi l’amministrazione comunale di Rosignano prevede l’impiego di altri 250mila euro per una manutenzione straordinaria che prevede interventi sul tetto, risanamento conservativo delle mura portanti, sostituzione degli infissi, sistemazione del sistema di smaltimento dei reflui, interventi sul verde e installazione di un impianto di video sorveglianza. La destinazione d’uso dell’immobile rimarrà legata alla ricerca scientifica, alla valorizzazione del patrimonio naturalistico con percorsi educativi e alla promozione del territorio, in un’ottica di crescita di un complesso edilizio che fa parte del patrimonio immobiliare della collettività. –

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