Il Tirreno

Caffè e spuma dentro al bar tra sorrisi e qualche timore

Anna Cecchini
Caffè e spuma dentro al bar tra sorrisi e qualche timore

Le aperture piacciono ai frequentatori dei locali di Castiglioncello e di Rosignano  Ma, anche tra i più giovani, c’è chi ancora preferisce non abbassare la mascherina

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CASTIGLIONCELLO. Mascherina abbassata sul mento, e tazzina ben salda fra pollice e indice. Con gli occhi allegri di chi finalmente può sperare di tornare a far colazione appoggiato al bancone del bar. Ieri mattina sono stati numerosi i cittadini che hanno voluto in qualche modo “festeggiare” un parziale ritorno alla normalità. Le normative riguardanti la graduale riapertura, infatti, prevedevano che proprio da ieri i clienti dei bar potessero tornare consumare al bancone, senza doversi per forza spostare all’esterno. Così in molti hanno deciso di tornare a provare il gusto tutto italiano dell’espresso bevuto in pochi secondi, in piedi al bancone.

«Certo che prendo il caffé dentro al locale – dice Niccolò Benini mentre al Caffé Ginori sorseggia disinvolto il suo espresso di metà mattina – È un ritorno a una parziale normalità, e ne sono contento». Dello stesso parere Valentina Pontello, che sottolinea la positività di poter gustare cappuccino e croissant senza doversi per forza spostare all’esterno: «Non ho paura – spiega – e sono fiduciosa che se viene concessa questa possibilità sia perché effettivamente la situazione generale è migliorata». Sprizza di gioia Sara Diana, che ieri mattina prima di entrare al lavoro si è fermata al bar Millevoglie per un caffé veloce. «Io adoro la colazione al bar – spiega – e non vedevo l’ora di poter tornare a consumare al bancone, senza l’obbligo di prendere la colazione e portarla all’esterno. E poi questa novità del poter stare serenamente all’interno per me è un segno di ritorno alla normalità. Sono proprio contenta». Caffé e dolcino, mangiato con orgogliosa convinzione al bancone del bar Portovecchio, anche per Carlo Mencacci e Saverio Acquaviva. Che sono entusiasti di poter tornare a quella che per loro è una tradizione: la colazione veloce in piedi, magari scambiando due parole con il gestore del locale. «Finalmente – dice Mencacci – possiamo tornare a consumare al bandone, certo credo che sia giusto continuare a mantenere le distanze di sicurezza tra i vari clienti».

Una decisione, quella di abbassare la mascherina e bere serenamente un caffé o un bicchiere di spuma senza uscire sul marciapiede, che in realtà dipende non solo dalle regole previste dal Governo ma anche dalla sensibilità dei singoli cittadini. E dal loro livello di guardia rispetto alle possibilità di contagio.

C’è chi, nonostante le norme lo consentano da ieri, preferisce non consumare al bancone e continua a portare all’esterno il cappuccino o il bicchiere di spumante da consumare come aperitivo. Così, per esempio, preferiscono fare Mirko Madonia e Elena Tamburello, turisti 23enni che a metà mattina fanno colazione al Ginori. «Stamani – dicono – siamo in vacanza e quindi abbiamo deciso di fare le cose con calma, prendiamo il vassoio e ci accomodiamo ai tavoli all’esterno. Ma in generale, anche se da oggi è consentito, bere il caffé al bancone ancora ci sembra un po’ presto. Non è facile rispettare le distanze, è meglio uscire o, se il locale è grande, allontanarsi qualche metro e solo allora abbassare la mascherina e bere». —

Anna Cecchini

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