Sicurezza
«E se invece fosse un invito a limitare i pettegolezzi?»
CASTIGLIONCELLO. Di blitz artistici con lo scopo di lanciare un messaggio ne sa qualcosa. Anni fa, ben prima della pandemia, sul lungomare verso Caletta ha disegnato un merlo e la frase “Andrà tutto bene”. Uno slogan che i primi mesi dell’epidemia di coronavirus è diventato una sorta di mantra per arginare le paure. Lo hanno scritto i bambini sulle lenzuola appese ai terrazzi e gli infermieri sulle tute indossate nei reparti Covid. E pensare che Francesco Ripoli, artista e fumettista rosignanese di fama nazionale, quel messaggio l’aveva ideato soltanto per rincuorare le anime tristi di chi d’inverno passeggia sul lungomare.
Lui dell’ironico segnale stradale apparso su via Bengasi, che, con tanto di traduzione inglese, vieta di ciabattare, non ne sa assolutamente niente. «L’ho visto anche io sui social – dice – e poi alcuni amici di Livorno mi hanno scritto, scherzando, che se qui non vogliono le infradito a Castiglioncello non ci verranno più».
Insomma il cartello con le infradito sormontate dal divieto sarà sì una boutade, ma incuriosisce anche chi di arte se ne intende. E ne fornisce tre versioni. «Se voleva essere – dice Ripoli – un invito al bon ton, messo in quelle strade secondarie è poco visibile. Tanto è vero che quando ho visto la foto sui social ho pensato che fosse vicino alla piazza. Probabilmente è quello che è: un semplice invito, fatto in maniera giocosa, a non fare chiasso quando si rientra dal mare. E magari lo ha sistemato qualcuno che abita nella zona o comunque la frequenta durante i periodi estivi. Altrimenti, se volesse essere un messaggio per una platea più ampia, averlo messo lì non avrebbe senso». Poi la terza ipotesi, che è a cavallo tra la psicologia e la semantica, tutto rigorosamente in versione spicciola. «Siccome nel parlare delle nostre zone – termina Ripoli – ciabattare vuol dire anche dire le cose a vanvera, spettegolare, magari questo cartello è anche un invito a fare meno pettegolezzi». Insomma, oltre a restare il giallo riguardo all’autore del falso cartello di divieto, qualcuno intravede del mistero anche sul messaggio effettivo.
A.C.
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