Gioco
Fioccano le prenotazioni negli stabilimenti Balneari pronti ad aprire in sicurezza
Maurizio Frassoni (Fiba Confesercenti): «Qualche concessione temporanea avrebbe di certo facilitato le cose»
Irene Di Brino
SAN VINCENZO. La stagione balneare in Toscana è iniziata il 15 maggio e, a San Vincenzo, si cominciano a vedere i primi timidi arrivi dall'Italia e dall'estero. Complici una stagione non proprio favorevole e i ritardi collegati alle vicende amministrative, però, l'apertura ufficiale degli stabilimenti balneari è prevista dal 1° giugno. «Le difficoltà sono ovviamente legate agli avvenimenti che negli ultimi mesi hanno scosso l'amministrazione del paese – spiega Maurizio Frassoni, vicepresidente Fiba Confesercenti Toscana, a nome dei balneari del paese – che hanno portato a ritardi fisiologici inevitabili. Dobbiamo però ringraziare il commissario nominato Salvatore Parascandola e la dirigente all'urbanistica Cristina Pollegione, che in un clima difficile per tutti ci hanno ascoltato e si sono prodigati per accogliere le nostre richieste».
Un inizio ritardato per una stagione che, a giudicare dai numeri registrati dalla rete di imprese turistiche sanvincenzine collegate all'Ambito Costa degli Etruschi, sembra voler replicare il successo dello scorso agosto. «Possiamo già dire – prosegue Frassoni – che su agosto ci sono un sacco di prenotazioni, rischiamo di ritrovarci, come è già successo, a non riuscire a soddisfare tutte le richieste ricevute».
Il vicepresidente di Fiba parla di problematiche già presenti a cui si è aggiunto il Covid: «Le spiagge in concessione – dice – non sono molte e questo va a impattare sui servizi che diamo. Chi viene al mare cerca anche la sicurezza che le distanze siano rispettate. Noi vogliamo garantirla e per farlo perdiamo postazioni. Ricevere ampliamenti temporanei avrebbe garantito a noi di non perdere spazi e, in generale, più rispetto delle regole e meno rischi di assembramento nelle spiagge libere».
«Il turismo oggi è servizi e programmazione. Senza queste due caratteristiche, – prosegue – risulterà sempre improvvisato. Ed è, purtroppo, quello che è successo anche con i ripascimenti dello scorso anno. La costa va monitorata costantemente e i lavori devono essere programmati in progetti quinquennali, decennali, che non lascino niente al caso».
«Ricordiamo – aggiunge – che abbiamo un piano spiaggia scaduto da dieci anni. E proprio adesso che sembravamo in dirittura d'arrivo, le ultime vicende rischiano di rimandarne l'approvazione. Quello che ci serve, sono soluzioni strutturali che rendano il territorio più ricettivo anche rispetto ad eventuali investimenti». Si parla di come mantenere la spiaggia, utilizzare la posidonia, migliorare il sistema delle concessioni. A tutto questo, si aggiunge il problema della mancanza di personale.
«Non si trovano lavoratori - spiega - sia per le varie strutture turistiche che all'interno del piano collettivo di salvataggio». Può essere un probelma di stipendi? «Se arrivassero al punto di conoscere lo stipendio offerto, potrei rispondere – dice – ma la maggioranza neanche si presenta ai colloqui. Noi vorremmo mantenere le risorse qui, sul territorio, e lavorare con i giovani della zona, specialmente in un momento del genere. Ma di questo passo dovremo per forza allargare il campo al resto d'Italia» conclude. Nel frattempo, c'è ancora attesa per l'assegnazione del bando della dog beach «che speriamo venga aggiudicata il prima possibile perché è un servizio importantissimo». —
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