Il Tirreno

castagneto 

Tracce di tartaruga marina oggi il corso con TartaMare

Cecilia Cecchi

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castagneto. Tracce della tartaruga che esce dal mare per deporre le uova e poi riguadagna la battigia. Come riconoscerle? Questo, insieme a cosa fare nel caso capiti di incontrarla una tartaruga, si cerca di spiegare negli “eventi di formazione” a cura dei biologi di TartAmare. Stamani un nuovo corso intensivo a Donoratico, dalle 10, 30 al Parco delle Sughere.

Storia recente che dal 2018 le tartarughe marine scelgono pure in provincia di Livorno, la sabbia di Rimigliano e Castiglioncello come incubatrice ideale per le uova. Per tornarci nel 2019. Nel 2020 a Rimigliano un nido più sicuro per uova traslocate da Castiglioncello e scelta tardiva di una tartaruga a Baratti: comunque troppo tardi per arrivare alla schiusa.

La necessità di reclutare volontari e setacciare le spiagge. «All’alba di una nuova stagione riproduttiva per le tartarughe marine Caretta caretta – spiega Luana Papetti responsabile scientifico TartAmare (Osservatorio toscano biodiversità) –. Queste specie, tanto emblematica quanto fragile, sta richiamando negli ultimi anni molte attenzioni da parte di gruppi scientifici, associazioni che si occupano di tutela ambientale e privati cittadini. Ormai in estate, si aspetta con trepidazione la notizia del ritrovamento delle tracce di una tartaruga in risalita sulla spiaggia per cercare il punto giusto dove deporre le uova. Negli ultimi anni queste specie, che solitamente nidificavano fino all’Italia meridionale – ricorda Papetti –, si stanno spingendo verso latitudini più alte estendendo l’ambito riproduttivo sulle coste di Lazio e Toscana. In realtà la deposizione è strettamente legata alla temperatura e il generale riscaldamento e i cambiamenti climatici in atto potrebbero avere un ruolo in questo fenomeno. Le associazioni che si occupano di individuare i nidi e di metterli in sicurezza affinché durante l’estate durante il loro lungo periodo di incubazione (dura circa due mesi) non vengano disturbati dall’attività umana o peggio distrutti accidentalmente – aggiunge – stanno preparando eventi di informazione e sensibilizzazione per balneari, operatori che effettuano la pulizia delle spiagge, turisti e cittadini che desiderano dare il loro contributo a questa ricerca».

TartAmare, che ha come scopo la conservazione della biodiversità marina e la tutela della tartaruga marina in particolare «si sta attivando e, con l’aiuto delle associazioni presenti a livello locale, sta organizzando un ciclo di iniziative – dice Papetti – per insegnare alle persone a riconoscere il segno sulla sabbia di un passaggio di tartaruga marina in deposizione e a sapere come agire per evitare di disturbare nel caso e di incontro notturno con uno di questi esemplari».

Chiunque può partecipare ai monitoraggi alla ricerca dei nidi e alla raccolta dei dati scientifici nonché alle operazioni di presidio per proteggere le deposizioni. «Sarà sufficiente partecipare a un evento di formazione – conferma Papetti – e lasciare il proprio contatto e la disponibilità. I coordinatori di ogni zona raccoglieranno le adesioni e organizzeranno i turni. I monitoraggi avranno inizio dall’1 giugno».

Tra gli eventi di formazione in calendario oggi alle 10,30 al Parco delle Sughere. Da martedì parte una delle “cacce” più emozionanti, alla prima traccia della mamma che ha lasciato in consegna alla spiaggia le uova di tartarughini. —

Cecilia Cecchi

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