I 60 anni della Targa Cecina raccontati dal suo fondatore
cecina. Per Mauro D’Ambrogio raccontare i 60 anni nella Targa Cecina non è stato faticoso, è stato un divertimento. Una piccola pubblicazione presentata nella sede del sodalizio ne testimonia il percorso: mai un passo avanti e nemmeno uno indietro, ma sempre al fianco dei presidenti e dei dirigenti, dei carristi e dei balletti, passando da un secolo all’altro tra spettacoli, corse podistiche, ospiti illustri e viaggi all’estero. Alessandro Regoli e Davide Fiorentini, presidente in carica e tesoriere, lo hanno letto in sede ai rappresentanti dei rioni rispettando la distanza sociale e ascoltando le domande. In poche pagine l’autore, che della Targa è socio fondatore e onorario, riassume storie e svela qualche curiosità. «Anche il 2021 è particolare – dice Regoli, che ha prolungato di un anno il secondo mandato a causa della pandemia – ma l’obiettivo è ripartire, guardando al futuro e programmando nei limiti delle norme governative». A settembre è in calendario l’edizione numero 60, che i dirigenti vorrebbero celebrare con il programma completo dal 5 al 12 in nome e per esclusivo conto della normalità ritrovata. Senza dimenticare le elezioni per il rinnovo del consiglio, gli appuntamenti estivi come l’elezione della Madrina e dell’Alfiere e la tombola di ferragosto, se il quadro sociale lo permetterà. Di certo non mancano l’entusiasmo e il gioco di squadra. Poi, la parola è passata a D’Ambrogio. «Ho scritto il libro – ha detto – per lasciare un ricordo nitido dagli anni 60 a oggi. Nel 1962 c’ero già, ma ero presente pure nel 1980, quando la manifestazione riprese con la sola gara podistica dopo l’interruzione datata 1966. Dal periodo del boom economico è passato tanto tempo, che io ho impiegato organizzando sempre da volontario tutti gli appuntamenti del nostro territorio. Ne sono contento». L’avventura è lunga e non è ancora finita, però è piena di momenti scolpiti nella memoria di tante famiglie cecinesi, pronte a sostenere iniziative insieme all’amministrazione comunale. Il gemellaggio con la città di Sagunto, la prima visita della delegazione ufficiale in Spagna nel 1986 e la staffetta podistica del ’90, l’impegno per aggiungere nuove iniziative al programma ufficiale fino alla benedizione degli stendardi in duomo da parte di don Marco Fabbri sono soltanto alcuni capitoli. Ai quali si aggiungono il dancing “La Tavolozza” alla Cecinella di Marina e, nel 1988 grazie al sindaco Renzo Cioni, la visita a Cecina di Alberto Korda, il fotografo cubano che ritrasse Ernesto Che Guevara trasformando un primo piano in icona diffusa in tutto il mondo. L’autore ha sottolineato che la corsa podistica è forse la più antica d’Italia. Sul futuro, per catturare ancora interesse e pubblico, ha chiesto di nuovo «l’ingresso a pagamento perché senza risorse è impossibile crescere e un tema unico per i carri. Proposte che suggerirò sempre in modo civile e solo nelle sedi opportune, senza polemiche inutili». —
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