Attenzione
Visite, laboratori e uffici spostati in via Savonarola
Pacchini: «L’Asl ha presentato in commissione un piano da due milioni» L’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest ha proposto il progetto alla Regione
CECINA. Visite ambulatoriali e servizi di medicina territoriale. Il tutto riunito in una struttura unica, che sia all’esterno dell’ospedale cittadino.
L’Usl Toscana nord ovest ha presentato in quarta commissione consiliare (salute e sicurezza sociale) il progetto per recuperare l’ex distretto sanitario di via Savonarola e trasformarlo in una moderna Casa della salute. Progetto che l’azienda sanitaria ha già proposto alla Regione. «L’Usl ha presentato il progetto – spiega Donatella Pagliacci, responsabile Usl per le Valli Etrusche – tra quelli che la Regione potrebbe proporre per il Recovery plan. Resta da capire se i fondi del Recovery saranno poi erogati alle Regioni o tramite bandi statali».
L’idea di rimettere a nuovo l’edificio di via Savonarola, a ben vedere, è arrivata lo scorso anno dal Comune di Cecina. All’inizio dell’estate 2020 è stata l’amministrazione a presentare la richiesta di tornare la struttura per tutte quelle attività sanitarie non strettamente collegate a emergenze e ricoveri.
È chiaro che lo stesso Comune, sapendo che l’Usl, nonostante svariate aste, non è mai riuscita a alienare l’immobile, abbia individuato proprio l’ex distretto sanitario come collocazione ideale per la nuova Casa della salute. L’edificio fino a circa dieci anni fa era utilizzato proprio per i servizi sanitari sul territorio e ospitava anche gli uffici dell’azienda sanitaria.
Poi, nel 2017, la definitiva dismissione con il trasferimento di tutte le attività – anche quelle amministrative – all’interno dell’ospedale.
«Nell’ultima commissione consiliare – spiega l’assessore alla salute Meri Pacchini -– venti giorni fa la direzione Asl è venuta a parlare del tema della rete ospedaliera Cecina-Piombino e è stata affrontata anche quello della Casa della salute. L’azienda ha confermato di aver presentato il piano alla Regione, in modo che sia inserito nel Recoveriy plan. Un lavoro che si aggirerebbe almeno sui 2 milioni di euro. Lo studio di fattibilità parte a settembre 2021, quindi credo che per la fine dell’anno potremmo sapere tempi, costi e calendario di realizzazione».
Evidente che la gestione della pandemia ha messo in luce la difficile coesistenza tra servizi di emergenza e attività sanitarie di routine. Tanto che per poter allestire il reparto Covid all’interno dell’ospedale di via Montanara, nel novembre 2020 è stato necessario allestire in fretta e furia parte del reparto di Medicina e alcuni uffici amministrativi.
«Il pronto soccorso – conferma il sindaco Samuele Lippi – ma anche attività dei laboratori e dialisi, come del resto le prestazioni ambulatoriali, trovano scarso spazio dentro all’ospedale. E poi con la pandemia è emerso che, dal punto di vista della gestione, è bene dividere attività sanitarie di emergenza e ricoveri da quelle territoriali e di routine».
Da qui l’accelerata di Comune e Usl per tornare a usare il complesso in via Savonarola. —
Anna Cecchini
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