Sicurezza
Franco è di Donoratico, ha 87 anni ed è invalido: «Aspetto sempre il vaccino...»
L’odissea del signor Paoletti, che si sente dimenticato dall’Asl. Inutili i ripetuti tentativi del medico di famiglia di prenotare la prestazione. Ecco il suo racconto
DONORATICO. C’ha provato. Ed è ancora determinato, nonostante gli intoppi, a fare la vaccinazione anticovid. Ha 87 anni e sconta il peso di un’invalidità al 100 per cento Franco Paoletti, ex ristoratore, che da un paio di mesi è in attesa del suo turno. Il suo sfogo deve suonare all’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest come un appello a recuperare il ritardo e prendere in carico la sua richiesta.
«La mia vaccinazione sembra irraggiungibile», dice Franco Paoletti, che abita a Donoratico. Il quadro che oltre all’età giustifica l’urgenza di proteggersi dal rischio di contagio da Covid-19 lo dà lo stesso protagonista della vicenda. «Ho 87 anni e sono invalido al cento per cento per tutta una serie di problemi. Accenno al fatto che sono cardiopatico, ha un enfisema polmonare, soffro di obesità e diabete causati dall’essere da anni costretto sulla sedia a rotelle». All’origine della storia c’è un passaggio che suona come una beffa. «Quando aprirono le vaccinazioni nell’ambulatorio del medico di base, circa due mesi fa fui convocato, ma la mia dose non c’era e slittai al successivo scaglione – sostiene Paoletti –. Trascorsero circa due settimane, ma per la seconda volta non fui vaccinato perché all’ultimo momento il medico ricordò la mia allergia alla penicillina e disse di non potersi assumere la responsabilità di farlo, mancandogli in ambulatorio qualsiasi attrezzatura di soccorso per una eventuale complicazione. Mi propose di interessarsi per farmi vaccinare all’ospedale di Cecina, in quanto caso a rischio».
Da allora si è perso il filo dell’urgenza di arrivare alla vaccinazione. «In quella prima occasione il mio medico riuscì a parlare con il collega incaricato presso l’ospedale, che gli promise di comunicargli la data in cui mi sarei dovuto presentare – afferma –. Ma da allora si è interrotto ogni contatto. Il mio medico ha invano chiamato più volte, come è successo a me. Ha chiamato la direzione dell’Azienda sanitaria, il presidente dell’Ordine dei medici, ma è stato tutto inutile». Che aggiunge: «Costernato il mio medico dice che simili comportamenti non sono ammissibili e che sta anche a noi vittime di questo trattamento protestare e farci sentire, denunciare lo scorretto comportamento di questi papaveri del carrozzone Asl e se fossi stato come una volta non avrei esitato ad andare a batter loro qualche cazzotto sulle dorate scrivanie».
Non nasconde la rabbia il signor Paoletti. «Come ultima risorsa quindici giorni orsono mi rivolsi segnalando la situazione al comandante della stazione dei Carabinieri di Donoratico – conclude –, che mi promise il suo interessamento e si appuntò il mio numero di telefono per darmi veloci notizie, ma sono passate altre due settimane. Non soltanto non si è fatto sentire, ma non riesco più a contattarlo». – M.M.
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