Toscana
Le lettere dei soldati dal fronte ritrovate a Bibbona nello studio del pittore: «Ora tutti potranno leggerli»
I documenti della seconda Guerra mondiale inviati al Ministero e alle famiglie. Ora sono stati donati al Comune di Bibbona e saranno consultabili in biblioteca
CECINA. La Seconda Guerra mondiale raccontata attraverso documenti inediti, rimasti segreti per ottant’anni. È un altro capitolo di storia arricchisce la biblioteca comunale di Bibbona, grazie al pittore Gianpaolo Minuti Innocenti che ha donato all’amministrazione un registro di protocollo relativo al Secondo conflitto mondiale, scoppiato nel 1939 e terminato nel 1945, contenente la corrispondenza con il ministero dell’Interno, della Guerra e la Croce Rossa.
I documenti riguardano le notizie dei soldati partiti per il fronte e tre telegrammi inviati alle famiglie. Insomma, grazie alla generosità di un privato cittadino, storici di professione e appassionati avranno l’opportunità di conoscere meglio i sei anni che hanno segnato il secolo scorso generando purtroppo conseguenze ancora presenti nella società di oggi.
Un passo indietro. Minuti Innocenti, nel 1990, acquista un fondo dalla curia in piazzetta Mazzini, a due passi dalla chiesa che si trova al centro del borgo lastricato in pietra. Quella rimessa, e i bibbonesi se lo ricordano bene, ospitava il pulmino guidato da don Alturo Piazzi sul quale salivano i bambini.
Siccome ama dipingere, lo mette a posto e lo trasforma in studio. Mentre lo svuota, si imbatte in un plico, al quale sul momento non dà considerazione, anzi, lo chiude con cura in un cassetto fino – pensate un po’ – ai giorni scorsi, quando con la moglie Nadia Guglielmi lo apre, ne comprende il significato e con un atto di altruismo senza precedenti sale a Palazzo civico e glielo regala.
«Sono sorpreso e soddisfatto – dice il sindaco Massimo Fedeli – perché la corrispondenza, il cui valore morale e storico è indubbio, arricchisce la nostra documentazione. È un altro prezioso tassello che, unito ad altri, descrive le vicende della comunità. Il gesto di Minuti ne descrive il senso civico ed è un esempio per tutti, poiché costituisce una piccola parte del patrimonio collettivo».
Basato, appunto, sulla memoria, sulla tradizione orale e scritta e, grazie a un colpo di fortuna, su una cartella che in questo caso racchiude notizie di persone partite per combattere durante il fascismo, sacrificando la propria vita nel periodo più drammatico dell’intero Novecento.
«I documenti – conferma il pittore – sono rimasti chiusi in una busta per trent’anni. Li ho mantenuti intatti fino a quando li ho sfogliati ed ho deciso di portarli alla responsabile della biblioteca, Assunta Catania, su consiglio di mia moglie. Il luogo giusto dove tenerli è l’archivio storico comunale, visto che sono relativi al periodo dal 1940 al ’45. L’idea della donazione è nata così, dopo avere compreso come quella serie di fogli avesse un profondo legame con il paese». Sono già inseriti nel Fondo donazione Minuti Innocenti e la possibilità di studiarli, risalendo alle storie delle persone che in quel momento hanno lasciato Bibbona per indossare la divisa e combattere, contribuisce alla formazione della coscienza civile.
Il pittore, giusto ricordarlo, è autore del quadro che occupa le pareti della sala giunta in Comune raffigurante il panorama di Bibbona e delle sue frazioni, incastonate tra il mare e la quiete delle verdi colline. Un lavoro durato un anno e mezzo circa. —
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