Il Tirreno

L’INDAGINE  

Cavallo ustionato nella scuderia «È stato l’artiere a dargli fuoco»

Michele Falorni
Cavallo ustionato nella scuderia «È stato l’artiere a dargli fuoco»

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BIBBONA. C’è un video in grado di fare chiarezza sull’episodio avvenuto martedì mattina in una scuderia dell’ippodromo di San Rossore con un cavallo rimasto vittima di ustioni. Una sequenza di immagini capace di accreditare l’ipotesi della volontarietà del gesto da parte dell’ex fantino, ora artiere, ai danni dell’animale di proprietà di allevatori professionisti di Bibbona. Il materiale è a disposizione dei carabinieri e dei vertici della società di gestione dell’ippodromo.

Oltre alle testimonianze di chi è intervenuto, il documento è uno degli elementi più solidi a riscontro della tesi del dolo per spiegare una vicenda che ha scosso il mondo dell’ippica pisana. L’animale sta bene, anche se le bruciature tra collo e parte del petto sono ancora visibili. Le cure prestate dal vicino day hospital sono state sufficienti a limitare i danni causati da una vampata di pochi secondi che ha provocato un’ustione i cui effetti adesso sono visibili con la pelle dell’animale che cade a brandelli. Dopo aver ricevuto anche minacce di morte via social, ieri mattina Cristiano Di Stasio, 33 anni, origini romane e residenza pisana, ha affidato a Facebook la sua difesa: «Scusate il mio silenzio. Non sono né scappato, né sono latitante come tanti di voi scrivono senza sapere. Ero e sono soltanto ancora molto scosso per quello che è successo. Sono nato in mezzo e con i cavalli e mai mi sarebbe passato per la testa di fare di proposito un’azione del genere. Sono consapevole di aver sbagliato, di aver con leggerezza commesso un errore di negligenza. Sono uno stupido e non avrei dovuto scherzare con un accendino vicino ad un animale, ora lo so, ma quante cose stupide facciamo senza pensare alle conseguenze?». Il racconto prosegue con gli attimi che hanno preceduto le ustioni accompagnati all’ammissione di negligenza per un comportamento che lo ha messo in ombra tra gli addetti ai lavori. «Eravamo appena tornati dall’uscita e come sempre quando piove ho passato con una spugna sul cavallo l’alcool per farlo asciugare prima, metodo che usiamo sempre, nulla di nuovo, né un’idea campata per aria – prosegue l’artiere –. La mia stupidità e ingenuità in quel momento è stata di mettermi a giocare con un accendino vicino al cavallo». Dopo l’episodio il proprietario del cavallo ha allontanato Di Stasio dalla scuderia. «Non so cosa farò adesso, spero ci sia modo di chiarire – spiega al Tirreno –. I cavalli sono la mia vita insieme alla gioia di mio figlio. Non potrei mai far loro del male». La versione di Di Stasio, ex fantino con un certo successo e poi artiere dopo un serio infortunio subìto durante una gara, non convince affatto la proprietà dell’animale, gli allevatori Denis Grilli e Francesca Gori.

«Mio marito si è allontanato per prendere un caffè – spiega Francesca Gori dell’azienda agricola “La Ciprea” di Bibbona –. Quando è tornato al box ha sentito odore di bruciato e visto il cavallo con le ustioni. Lo avevano già salvato alcuni ragazzi che erano lì pronti a intervenire con le sistole. L’artiere si è giustificato con mio marito dicendo che era stata una sigaretta, un fatto accidentale. Ora leggo su Facebook che parla di accendino, peraltro lui non fuma, che ha chiesto ad altri. Sapevamo che lui non amava quell’esemplare. Lo abbiamo sempre aiutato, anche quando era in difficoltà. Ma adesso non accettiamo simili scuse». —

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