Il Comune vuole la zona in una rete ecologica europea
A fine marzo la giunta ha deliberato di chiedere alla Regione il passaggio dello specchio d’acqua tra i siti protetti Natura 2000
VADA. La richiesta del Comune di inserire lo specchio d’acqua circostante le Secche nella rete dei siti Natura 2000 è dello scorso marzo (delibera 42 di giunta). Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità; una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione (istituita ai sensi della direttiva 92/43/Cee) per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. L’amministrazione ha presentato questa richiesta in considerazione del fatto che l’area delle Secche di Vada è caratterizzata da bassi fondali rocciosi ed è colonizzata principalmente da una prateria di Posidonia oceanica, un’inestimabile risorsa naturalistica, che riveste un ruolo estremamente importante come polo di biodiversità in quanto ospita circa il 20-25% di tutte le specie presenti nel mar Mediterraneo, oltreché colonizzata da un tipico habitat coralligeno. Questa richiesta rientra in quadro più ampio di tutela dell’ambiente marino, infatti già dal 2012 il Comune ha sottoscritto la Carta di partenariato per il santuario internazionale Pelagos (ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regioni Toscana, Liguria, Sardegna). Una scelta che l’assessore al demanio Vincenzo Brogi ha definito «molto importante – per l’attenzione nei confronti dell’ambiente, per il ripristino, la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali, della biodiversità marina».
Il comitato Tam sottolinea però la necessità di concertare scelte del genere e per questo chiede un confronto urgente con il Comune, che coinvolga anche le amministrazioni dei territori limitrofi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
