Sicurezza
«I negozianti stanno alle regole ora c’è bisogno di più controlli»
Le associazioni di categoria dopo il confronto con il Comune «I commercianti non possono fare le forze dell’ordine»
CECINA. Hanno preso un impegno, quello di ricordare ai loro associati non solo di rispettare le regole per il contenimento del Covid nell’organizzazione del loro lavoro ma di invitarli a controllare che i clienti mantengano il distanziamento e indossino le mascherine. Un impegno che intendono rispettare, ma a fronte del quale chiariscono che commercianti e titolari di esercizi pubblici, già provati dall’adeguamento delle strutture alle norme per contenere il virus, non possono diventare sceriffi sulle strade cittadine. Questa la convinzione delle associazioni di categoria che hanno incontrato il sindaco Lippi. «Ci ha chiarito le sue preoccupazioni riguardo al numero dei contagi – spiega Massimo Marini, responsabile provinciale Confesercenti –, che tra l’altro condividiamo. Vogliamo rispondere in maniera costruttiva, coinvolgendo i titolari delle attività, ma certo deve essere evidente che tutti devono fare la loro parte. Il singolo operatore commerciale non si può sostituire alle forze dell’ordine». Ecco perché le associazioni di categoria, due giorni fa, hanno fatto il punto con la polizia «chiedendo una presenza costante in quelle zone di Cecina e di Marina che sono più critiche per quanto riguarda la possibilità che si formino assembramenti», spiega ancora Marini.
Sottolinea che ogni componente della società, a partire dai singoli cittadini, deve essere responsabile delle proprie azioni, Paolo Garzelli, coordinatore Cna di zona. «È evidente che l’innalzamento del numero dei contagi – spiega – è un problema per tutti. L’obbiettivo comune deve essere quello di contenere i contagi, altrimenti c’è il rischio di nuove chiusure. Dopo l’incontro con il sindaco ho avvisato i nostri associati di non derogare sulle regole previste. Detto questo, è chiaro che ognuno deve fare il suo. Al di fuori dei propri spazi, parlo di verande e dehor esterni, i negozianti non possono fare gli sceriffi e andare a dare ordini in mezzo alla strada». Garzelli sottolinea che «i singoli cittadini, l’amministrazione e le forze dell’ordine devono avere chiaro che ognuno ha una responsabilità».
Soddisfatto del confronto con il Comune Roberto Bartoli, presidente del Ccn Cecina centro, che però ricorda come «questo tipo di incontro andava fatto prima del fine settimana scorso, perché è chiaro che con il ponte del primo maggio le persone si sono riversate in zona e è anche possibile che si siano create occasioni in cui le regole sanitarie non sono state seguite alla lettera». Bartoli promuove comunque la collaborazione con il Comune, spiegando come «il problema degli assembramenti è difficile che si crei dentro o subito all’esterno dei negozi. Il problema sono i bar e i locali».
Insiste sull’impossibilità che la i titolari di attività commerciali possano sostituirsi alle forze dell’ordine anche Giorgio Barbieri, presidente del Ccn di Marina di Cecina, zona che si sta popolando con cittadini e turisti e che, per la stagione estiva, rappresenta l’area da sorvegliare con maggiore attenzione. «È giusto chiedere il rispetto delle regole – spiega –, ma penso anche che le forze dell’ordine potrebbero essere più presenti sul territorio. Magari senza fare sanzioni, ma per spiegare e convincere le persone a tenere comportamenti corretti». —
Anna Cecchini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
