Il Tirreno

Il parroco cecinese guarito dal Covid: «Non vi ho visto, ma vi conosco uno a uno: grazie»

Don Bruno Chiavacci
Il parroco cecinese guarito dal Covid: «Non vi ho visto, ma vi conosco uno a uno: grazie»

Don Bruno racconta la lotta al virus e la sua “resurrezione” dopo 23 giorni di ricovero: la lettera a medici e infermieri

29 aprile 2021
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Don Bruno, parroco di Riparbella e Castellina Marittima, ha scoperto di essere positivo al Covid il 22 febbraio scorso, pochi giorni dopo aver detto messa nella casa di riposo Iacopini a Marina di Cecina dove si è sviluppato un focolaio di positivi . E’ entrato in ospedale il primo marzo ed il suo ricovero è durato 23 giorni. Oggi, che il virus è stato completamente debellato, ci ha scritto questa toccante testimonianza.

DON BRUNO CHIAVACCI

“Non è solo ciò che fai, ma quanto amore metti in ciò che fai”. (Madre Teresa)

Con queste poche righe desidero esprimere i miei più sentiti ringraziamenti a tutto il personale dei reparti di Terapia Intensiva e Medicina Covid dell’Ospedale di Cecina, che anche se esausti, continuano ad impegnarsi con professionalità, competenza, gentilezza e dedizione, lasciando il segno per aver fatto molto di più del semplice proprio dovere di medici e infermieri. A loro va il mio ringraziamento di cuore, non solo perché mi hanno assistito, ma perché mi hanno dato una bella lezione di vita!

Sono stato ricoverato dopo 6 giorni di febbre alta e quando il mio respiro si era affaticato e la tosse non mi dava tregua. Da quel momento degli "Angeli" si sono presi cura di me e mi hanno assistito, non lasciandomi mai solo a combattere contro un nemico sconosciuto.

Medici, infermieri, operatori socio sanitari ricchi di umanità corale e sconfinata, capaci di raggiungere il vero significato della condivisione; parola preziosa nella decadenza morale in cui la società è finita negli ultimi tempi, tutti noi figli di un sistema che ci ha educati alla passività e all'individualismo.

Il mio elogio è infinito, condiviso sicuramente da tutti coloro che hanno vissuto e stanno vivendo la mia stessa esperienza. Tutto lo staff ha sempre lavorato su di me e sugli altri ricoverati soffrendo con indosso le vincolanti protezioni individuali dove l’unica parte visibile attraverso tute, maschere, schermi erano gli occhi. Occhi attenti, vispi e attivi, concentrati su di me come sugli altri pazienti insegnandoci ad affrontare la sofferenza con più coraggio. Vi conosco tutti, uno per uno, anche se non vi ho mai visti, ma attraverso il vostro amore e la vostra gentilezza, soprattutto quando le forze vanno via perché malati di Covid, un piccolo gesto ordinario è la medicina miracolosa che ci ridona il sorriso. Vi ho visti come una meravigliosa squadra coesa, un meccanismo ad alta efficienza, dove ognuno di voi svolge il compito che gli è affidato con grande scrupolo. Ostinati, tenaci, giovani, ma esperti, capaci di immedesimarsi e commuoversi fino al pianto davanti a casi umani sempre particolari.

Gente meravigliosa, che fuori da ogni retorica, più che un lavoro svolge una missione, dove si vince e qualche volta, malgrado ogni sforzo, si perde. Grazie per le attenzioni, per le premure e le cure ma soprattutto grazie per la vostra umanità! Che gioia quel giorno dopo tanto buio quando il dottor Sandro mi ha comunicato che potevo mettermi seduto nel letto con le gambe penzoloni. E la gioia di riavere il cellulare fra le mani per riagganciare la comunicazione con i familiari, la comunità e il mondo esterno? E la notizia inaspettata di poter tornare a casa? E dopo qualche giorno la comunicazione di essere tornato negativo e poter celebrare la Santa Messa proprio il giorno di Pasqua, giorno di

Resurrezione? E’ stato come risorgere!State facendo un grande lavoro, tutti insieme e per questo meritate il rispetto ed il sostegno di Tutti. Voi Operatori Sanitari siete la colonna portante dell'intero Paese in una situazione come questa. Voi che, nonostante la paura, siete lì... fuori e dentro gli ospedali; voi che, nonostante la stanchezza, continuate a dedicare il Vostro tempo agli altri; voi che, nonostante lo sconforto, continuate ad avere un sorriso per i vostri pazienti; Voi che, nonostante anni in un reparto, continuate a lavorare anche se spostati su un altro piano; voi che, nonostante il Coronavirus stia paralizzando il Mondo, continuate instancabili a cercare un modo per sconfiggerlo; voi che, nonostante abbiate le Vostre Famiglie, continuate ad occuparvi di tante altre Famiglie, ogni giorno... Grazie! Grazie di Cuore! Un grazie speciale all’Ospedale di Cecina, una profonda preghiera per chi non ce l’ha fatta e per chi sta ancora lottando.

Vi porterò nel mio cuore e vi ricorderò sempre nelle mie preghiere affinché la Madonna vi dia sempre la forza e il coraggio della vostra missione.-

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