La protesta
Una pineta più ricca a Vada: tavoli, panchine e percorsi pedonali. Piantati 600 alberi
I carabinieri forestali hanno ripulito l’area in zona Bucaccia per migliorare i collegamenti tra l’abitato e la spiaggia
VADA. Pulizia del sottobosco per recuperare i percorsi pedonali che dall’abitato portano al mare, messa a dimora di seicento piante e nei prossimi giorni anche installazione di tavoli e panchine in legno fatte appositamente dalla falegnameria del reparto forestale dei carabinieri.
Entro la fine di maggio sarà ultimato il recupero della pineta fra l’abitato di Vada e la spiaggia della Bucaccia, che in questi giorni è sottoposta all’intervento di ripascimento.
«Non appena sarà terminato il ripascimento – spiega Massimo Celati, comandante del reparto forestale dei carabinieri –, credo già nei prossimi giorni, porteremo a termine la realizzazione di staccionate in modo che le persone possano arrivare al mare attraverso percorsi pedonali ben delimitati. Sistemeremo anche alcune tamerici sul versante mare, alle spalle dell’arenile della Bucaccia».
Nelle scorse settimane, intanto i carabinieri forestali hanno già messo a dimora un totale di circa seicento piante, dopo aver provveduto a ripulire i circa cinque ettari di terreno compresi fra il campo Silvio Gori, la Bucaccia e l’ingresso del pontile Solvay. Una riserva biogenetica che è di fatto inserita nell’abitato di Vada. Una decina di persone della squadra dei boscaioli ha lavorato per rendere fruibile la pineta ai residenti e ai turisti, che da fine mese potranno raggiungere a piedi l’arenile o godersi finalmente la quiete del parco rimesso a nuovo. «Nella parte interna – dice Celati – abbiamo piantato farnie e frassini, adatte a una zona paludosa come è quella, mentre appunto nell’area più vicina al mare abbiamo cominciato a mettere tamerici. Termineremo appena sarà tolta la rete di cantiere relativa all’opera di ripascimento. Abbiamo sistemato anche cinque gruppi di tavoli e panche che facciamo noi lavorando pali di castagno, in modo che i cittadini possano sostare nel verde».
Un intervento, quello di recupero della riserva biogenetica davanti all’abitato di Vada, che il prossimo anno avrà un secondo step. «Si tratta di un lavoro in divenire – spiega Celati –, quando il prossimo anno la posidonia portata dalle mareggiate sarà tolta dalla battigia potremo interrarla alle spalle dell’arenile, in maniera da riformare la duna con materiali naturali». In questo modo la duna servirà a proteggere
Nel frattempo il reparto forestale dei carabinieri ha recuperato anche la riserva biogenetica più a sud, quella nell’area tra Vada e La Mazzanta. «In quella zona – termina Celati – abbiamo sistemato circa duemila piante, derivanti dal vivaio forestale del reparto». —
Anna Cecchini
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