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Prova del cuoco e trasparenza Gragnoli: «Spesa necessaria?»

Manolo Morandini
Prova del cuoco e trasparenza Gragnoli: «Spesa necessaria?»

Stoviglie e utensili acquistati dal Comune per la prova pratica del concorso L’esponente dell’opposizione chiede risposte all’amministrazione comunale

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Manolo Morandini

CASTAGNETO. «Ora che hanno sparecchiato ci facciano conoscere i dettagli». Così il capogruppo in consiglio di Svolta per Castagneto Benito Gragnoli sulla spesa per l’acquisto di stoviglie e utensili da cucina. In tutto 735 euro acquistati dal Comune di Castagneto Carducci per la prova pratica del concorso di addetto alla cucina dell’asilo nido. Attrezzature che sono state maneggiate dai 17 candidati ammessi a dare un saggio delle loro competenze il 23 aprile, negli spazi del parco delle Sughere.

La prova del cuoco è la prima delle due previste dal concorso. Tra i banchi da lavoro e i tavoli dell’area feste del parco delle Sughere i candidati si sono cimentati nella preparazione di un pasto completo o di una singola portata per la ristorazione scolastica, tenendo fede alle tabelle dietetiche. Inoltre, finito di cucinare hanno dovuto dare prova di come si mantengono pulite e in ordine le attrezzature della cucina. «Il bando di concorso prevede la prova pratica, ma non si poteva fare altrimenti? – chiede Gragnoli –. Davvero era necessario acquistare nuove stoviglie e utensili per testare le competenze dei candidati?». Non cede al facile giudizio l’esponente d’opposizione e neppure vuol saltare a conclusioni. Chiede di vederci chiaro. «È stato verificato se per le norme anticovid non c’erano alternative per fare la prova pratica?».

C’è un protocollo definito dal governo a gennaio per lo svolgimento dei concorsi pubblici. In pratica, è stato approvato un piano operativo per lo svolgimento delle prove concorsuali che prevede siano fatte al parco delle Sughere poiché garantisce, per la dimensione degli spazi a disposizione, il distanziamento necessario dei candidati e della commissione d’esame in tutte le fasi concorsuali.

Mette in fila le domande Gragnoli. «Lo faccio nella speranza che l’amministrazione comunale si senta in dovere di dare delle risposte, non tanto a me quanto ai cittadini. Nella chiarezza nessuno deve sentirsi accusato. Che tipo di attrezzature sono state acquistate? È possibile avere il dettaglio di pentole, stoviglie e utensili? Insomma, ci facciano sapere che cosa hanno comprato e a chi rimarranno le attrezzature dopo il concorso». E conclude: «La scelta di fare le domande in pubblico e non in consiglio comunale è per un atto di trasparenza verso il cittadino, considerato che oltretutto le sedute sono in videoconferenza per il rischio di contagio da Covid-19». —

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