La protesta
Con Uova for Malawi pollai in Africa per combattere la fame
Il progetto è finanziato dallo studio Fisioterapia Sansoni La realizzazione è affidata all’associazione Pang’ono
ROSIGNANO. Un grande allevamento di polli in Africa, da affidare alla gente del posto. Con l’obbiettivo di garantire cibo nutriente e a basso costo e combattere così la fame che attanaglia il Terzo mondo. Questo, in sintesi, il funzionamento del progetto “Uova for Malawi”, ideato e finanziato dallo studio Fisioterapia Sansoni di Rosignano Solvay che lo ha affidato all’associazione Pang’ono Pang’ono.
Tutto è partito da una riflessione sul valore nutrizionale delle uova. «Ho pensato – spiega Doriano Sansoni, titolare dello studio fisioterapico – a quanto un uovo sia un nutrimento a basso costo. Erano anni che volevo in qualche modo intervenire per dare un sostegno alimentare alle popolazioni dove la fame è ancora una tragedia che miete morte». Da qui il collegamento con Pang’ono, che da oltre vent’anni segue progetti agricoli, alimentari e educativi in Malawi e Bangladesh.
A breve nel villaggio di Mbera, a circa 25 chilometri da Balaka dove Pang’ono ha una sede essendo riconosciuta come associazione che può lavorare con le Ong, sarà costruito un grande allevamento di polli. «Serviva un villaggio – spiega Marco Baggiani, responsabile dei progetti di Pang’ono – che avesse l’energia elettrica e che non fosse troppo grande. A breve partirà la costruzione della struttura e con l’estate saranno comprati gli animali per avviare la produzione. Lì lavoreranno fisse due persone assunte nel villaggio e nei momenti di maggiore attività anche qualche altra unità». “Uova for Malawi” è quindi anche una occasione per dare una occupazione ai residenti del villaggio di Mbera, così da aiutarli economicamente.
Appena il grande pollaio sarà pronto saranno comprate cento galline e cento pulcini, così da avviare l’allevamento. «Ho analizzato il piano di produzione – spiega Baggiani – e indicativamente nel giro di sei mesi l’allevamento dovrebbe andare a produzione completa. Non solo a fine anno dovremmo garantire circa 2mila euro di guadagno». Soldi che Pang’Ono vuole reinvestire per creare un circolo virtuoso. «Potremmo – dice ancora Baggiani – ampliare l’allevamento e quindi assumere altre persone oppure usare questo guadagno per aiutare una famiglia in particolare difficoltà. L’obbiettivo è che attraverso la vendita delle uova si arrivi a un sistema di welfare che porti dei guadagni da riutilizzare nella zona del villaggio». Già in estate, quindi, l’allevamento darà i primi frutti. «Le uova – dice Sansoni – saranno vendute. C’era l’ipotesi di regalarle, ma in quel modo il progetto sarebbe stato fine a se stesso, senza possibilità di essere incrementato e di aiutare davvero le popolazioni del posto. Quindi le uova saranno vendute a prezzi diversificati a seconda delle condizioni di chi le comprerà, chiaramente avranno un costo più basso per le famiglie più bisognose». In questo modo il “maxi pollaio” in Malawi sarà una occasione di lavoro per la gente del villaggio che potrebbe in futuro replicare” la struttura in altre zone del Paese.
Quanto al contributo della comunità rosignanese, il progetto “Uova for Malawi” può essere condiviso dai cittadini. Come? Nella sede della Fisioterapia Sansoni (via della Repubblica 3 a Rosignano Solvay) e in quella di Pang’ono Pang’ono (via Guerrazzi 93 sempre a Rosignano Solvay) i cittadini potranno fare una donazione e dare una mano a combattere la fame in Malawi. «Con 8 euro – terminano Sansoni e Baggiani – si compra una gallina per avviare e poi ampliare l’allevamento». —
Anna Cecchini
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