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Secche di Vada «Il Comune ha deciso senza coinvolgerci»

Alessandra Bernardeschi
 Secche di Vada «Il Comune ha deciso senza coinvolgerci»

L’associazione da anni si batte per la salvaguardia del mare «Così l’amministrazione è contraria al nostro progetto»

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ROSIGNANO. L’associazione “Salviamo le Secche di Vada” prende le distanze dalla decisione del Comune di Rosignano, ossia quella di inserire le secche nella rete Natura 2000, un progetto dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. «Una decisione che ci ha lasciato sinceramente stupiti per la mancata comunicazione preventiva. Da anno – spiega Marco Vicidomini presidente del direttivo dell’associazione che parla per tutto il consiglio – avevamo donato al Comune un nostro progetto che prevede la messa in sicurezza dell’area del faro di Vada con dei gavitelli per l’ormeggio sicuro, delle installazioni di dissuasori contro la pesca a strascico e la collocazione di alcuni punti di nursery artificiali volti a garantire la continuità di specie ittiche, coralligene e di flora marina ormai da anni a rischio per la forte antropizzazione del sito. Il tutto con una regola in primo piano; cioè la massima fruibilità delle aree interessate, da parte di tutti gli utenti, piccoli pescatori professionisti locali, pescatori dilettanti e sportivi, subacquei, diportisti». Vicidomini sottolinea di aver avuto «numerosi incontri con l’amministrazione, l’ultimo lo scorso 9 aprile. Aspettavamo una Conferenza dei servizi così come ci era stato proposto dagli amministratori. Una Conferenza dove avremmo potuto argomentare con dati tecnici e scientifici, forniti dagli esperti che supportano il nostro progetto. Dati che avrebbero debellato dubbi o quantomeno avrebbero aperto un canale di confronto. Invece abbiamo appreso dalla stampa che, per le Secche di Vada è stato adottato il progetto Natura 2000. Un progetto nel quale si può fare tutto e niente». L’associazione onlus Salviamo Le secche di Vada «si batte da anni sul territorio per la salvaguardia e la valorizzazione di quell’area, abbiamo presentato un progetto ad hoc proprio a tal proposito; ci aspettavamo quantomeno di poterne discutere con amministrazione. Invece ciò con nostro rammarico non è avvenuto».

Secondo i responsabili dell’associazione, quella che riguarda la zona delle Secche di Vada è «una forzatura, che appare andare in contrasto ancor di più con i principi di condivisione e dialogo che da sempre avevamo auspicato e mostrato in tutte le varie sedi istituzionali, se teniamo presente anche il fatto che a sostenere il progetto di salvaguardia e valorizzazione delle secche di Vada non vi è solo la nostra onlus, appoggiata da biologi e agronomi qualificati, ma anche due federazioni nazionali, Fiops e Fipsas, rispettivamente Federazione italiana operatori pesca sportiva e Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee.

L’associazione ribadisce dunque le «distanze tra Natura 2000 e il progetto presentato al Comune. Un progetto cantierabile in pochi mesi e del quale avremmo garantito il monitoraggio e la cura egli impianti». —

Alessandra Bernardeschi

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