Commerciante investito e ucciso a Cecina, conducente a processo: tra le parti offese anche l’amica della vittima
Il pubblico ministero ha chiesto il rito immediato per il cuoco che era alla guida dell'auto pirata, tra le persone offese sorelle, fratelli e la figlia di Flavio Cresci
CECINA. Sono le sei le parti offese individuate dal pubblico ministero Niccolò Volpe che potranno costituirsi parte civile alla prima udienza del processo a carico di Gaetano Salerno, il ventiquattrenne cecinese che lo scorso 3 gennaio ha investito e ucciso Flavio Cresci, 63 anni, un simbolo di Sassetta dove per tutti era «lo zio». A cominciare dall’adorata figlia Cecilia, 36 anni. E poi i due fratelli e le due sorelle della vittima: Giuseppina, Luana, Tiziana e il più piccolo dei fratelli, Edo, che da anni vive in Francia. Tutti sono rappresentati dall’avvocato Paolo Barabino.
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Ma tra le parti offese, il pubblico ministero ha inserito anche l’amica della vittima, Teresa Lecce, 55 anni, la donna che quella tragica sera era con il negoziante in auto. L’ultima ad averlo visto in vita. Una scelta giuridica che va al di là del legame affettivo - i due erano amici - e che a livello di procedura potrebbe, nel caso il giudice accogliesse la richiesta, essere una novità. La donna tre giorni dopo l’incidente raccontò al Tirreno: «Volevo scendere anch’io dalla macchina per andare insieme al bar, ma Flavio me l’ha impedito: si è voltato e mi ha chiesto di aspettarlo, dicendo che forse il locale era già chiuso e quindi avrebbe fatto presto. Ecco perché mi ha salvato la vita». --
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