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Vaccinati i primi 55 pazienti fragili ma al centro Pertini è un avvio lento

Vaccinati i primi 55 pazienti fragili ma al centro Pertini è un avvio lento

Poche le dosi di Moderna a disposizione della struttura Berti: «Nessun intoppo, la partenza è stata regolare»

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CECINA. La casa in mattoni rossi di via Sandro Pertini ha ospitato ieri mattina i primi 55 vaccinati fragilissimi. La professionalità dei medici e degli infermieri presenti ha permesso che, alle dieci in punto, si aprisse la porta sul retro dell’edificio, dove le due operatrici sociosanitarie Anna Ulivieri e Assunta Santagata hanno ricevuto le persone controllando i documenti e la prenotazione.

Nelle altre stanze, rispettando il distanziamento sociale e il programma stabilito, si sono svolti i colloqui con i due medici, Deborah Garaffa e Giovanni Mori Ubaldini. Poi, l’iniezione nei box da parte delle infermiere Stefania Quiriconi e Cristiana Mannucci, il quarto d’ora di attesa nella sala grande, la consegna del certificato da parte dell’impiegata amministrativa Ilaria Toncelli e l’uscita.

«Le procedure – ha spiegato il dottor Franco Berti, coordinatore sanitario della Società della Salute Valli Etrusche – non hanno subito rallentamenti. Raccomandiamo però a chi si è prenotato di non venire con più di dieci minuti di anticipo, affinché non si crei assembramento e gli operatori possano gestire la situazione. La struttura è funzionale e organizzata, ma auspichiamo che appena saranno disponibili i vaccini sia utilizzarla il più possibile. Sì, le persone in lista erano 55, appartenenti alle categorie estremamente fragili, ovvero vulnerabili. Anche per noi è stato il primo giorno e chiediamo scusa se dal punto di vista logistico dovremo rivedere qualcosa».

Il siero iniettato ieri è prodotto dall’azienda americana Moderna. Il prossimo appuntamento in via Pertini è previsto venerdì 23 aprile. E ieri mattina, poco dopo le nove, è arrivato anche il sindaco Samuele Lippi per un sopralluogo durato pochi minuti. Nessuna protesta, questa volta. Anche se le sue idee sulla necessità di una maggiore quantità di vaccini per Cecina (e non solo) rimangono salde. Il sindaco ha scambiato qualche parola con la gente in fila, ha salutato i medici e gli infermieri e, dopo aver verificato di persona il funzionamento del nuovo centro vaccinale, è rientrato in ufficio.

Numerosi i familiari che hanno accompagnato i genitori anziani o disabili. Non per tutti è stato semplice prenotare, anzi. Ascoltando alcuni pareri, il problema maggiore era e resta collegarsi al portale della Regione Toscana, dove non è facile accedere e nemmeno registrarsi evitando la perdita della connessione o altri imprevisti che spesso si verificano davanti al computer.

Comunque, gli orari sono stati rispettati. Tutto il personale sanitario diretto dal dottor Berti è arrivato puntuale, ha preparato le siringhe, i guanti e gli altri accessori nelle postazioni e dopo una breve riunione ha iniziato il lavoro. Accanto alla sede dell’Agenzia delle entrate – l’edificio è lo stesso – i cartelli bianchi con scritte in viola ad altezza d’uomo indicavano il percorso per raggiungere l’ingresso sul retro. Dove la gente che ha ricevuto conferma di prenotazione ha atteso a distanza di sicurezza prima di entrare, sedersi e attendere la verifica dei documenti. Ad ogni domanda le operatrici sociosanitarie e i colleghi hanno risposto sempre con gentilezza.

La casa in mattoni, che il Comune ha ceduto in comodato d’uso all’Asl, ospita in realtà quattro linee, ovvero quattro ambulatori che se attivi possono vaccinare 400 pazienti in dieci ore. Ieri ne funzionavano solo due, poiché le dosi a disposizione sono ancora poche.

Ricordiamo infatti che fino al 7 maggio, per come stanno adesso le cose, l’intera area delle Valli Etrusche ha a disposizione 726 dosi di Moderna, che saranno somministrate tra Cecina e Piombino. Gli altri centri vaccinali, quelli di Rosignano Marittimo e Venturina Terme, per adesso rimangono chiusi. Le dosi di Moderna disponibili sono poche e quelle di AstraZeneca zero. Quindi bisognerà aspettare le nuove forniture, in modo tale che la Società della Salute possa tornare a pianificare i nuovi calendari delle somministrazioni. Ma è ancora presto per sapere quando e come perché, appunto, per ora i vaccini non ci sono. Proseguono, invece, le somministrazioni di Pfizer destinate agli over 80. In questo caso a vaccinare sono i medici di famiglia che contano, mantenendo questo ritmo di lavoro, di riuscire a concludere tutti i pazienti entro aprile, per quanto riguarda le prime dosi. —

Michele Falorni

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