Sicurezza
Insediato il commissario Avviati i primi colloqui
san vincenzo. Serviranno alcuni giorni per entrare nel vivo delle questioni amministrative locali. Inizia a muovere i primi passi il commissario prefettizio Salvatore Parascandola nelle stanze del Comune di San Vincenzo. Dopo il primo confronto avuto il 3 aprile con il segretario comunale Lucio D’Agostino ieri si è trattato di avviare il confronto con i responsabili dei vari uffici.
Il viceprefetto Parascandola in qualità di commissario prefettizio del Comune di San Vincenzo garantirà la provvisoria gestione dell’ente a seguito delle dimissioni da sindaco di San Vincenzo di Alessandro Bandini, presentate il 12 marzo e divenute effettive allo scadere dei 20 giorni previsti dal Testo unico degli enti locali. Il 2 aprile, il prefetto di Livorno Paolo D’Attilio ha adottato il decreto di sospensione del consiglio comunale e provveduto alla nomina di Parascandola, che è affiancato dal capo di gabinetto del prefetto Edoardo Lombardi in veste di sub commissario con funzioni vicarie.
A dettare l’agenda è il Testo unico degli enti locali. Con il decreto del prefetto sono cessate tutte le cariche politiche, gli articoli 90 e 110 che interessano gli uffici di supporto all’amministrazione e gli incarichi a contratto. La sospensione del consiglio comunale ha efficacia per 90 giorni, termine entro il quale verrà emanato il decreto di scioglimento da parte del presidente della Repubblica che, su proposta del ministro dell’Interno, provvederà alla nomina del commissario straordinario che rimarrà in carica fino alle nuove elezioni amministrative. La previsione è che i sanvincenzini vengano chiamati alle urne tra la seconda metà di settembre e la prima quindicina di ottobre. Pandemia permettendo. In questo periodo il commissario prefettizio opererà con i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale. E lo stesso varrà per il commissario straordinario. Tra i nodi da sciogliere a stretto giro per il commissario prefettizio c’è quella delle situazioni di temporanea incompatibilità che si sono create a carico di alcuni dipendenti comunali che dovranno essere destinati ad altri uffici. — M.M.
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