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il vicepresidente di efesto  

Ragazzi down senza vaccino «È impossibile prenotarsi»

C.G.
Ragazzi down senza vaccino «È impossibile prenotarsi»

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cecina. Loro vorrebbero vaccinarsi. E potrebbero anche perché rientrano nella categoria dei super fragili. «Ma per ora non c’è stato verso - spiega Riccardo Lazzarini, vicepresidente dell’associazione Efesto, che segue i ragazzi con disabilità, tra cui coloro che hanno la sindrome di down - Il portale per le prenotazioni è stato aperto a fine marzo e su 86 ragazzi sono riusciti a prenotarsi in tre. Anche perché dopo un quarto d’ora le dosi erano già terminate». Poi è scattata l’attesa per la nuova riapertura del sito, che però ha tardato.

«Alla fine va a finire che riesce a prenotarsi chi è più veloce col computer - dice Lazzarini - Ma non tutte le famiglie sanno muoversi bene con l’informatica e secondo me questo è un sistema assurdo». Lazzerini dice che gran parte dei giovani seguiti da Efesto vorrebbe vaccinarsi contro il Covid. «Sono tutti in attesa. Ieri sera (martedì sera ndr) sono arrivati dei messaggi in cui c’era un nuovo codice da utilizzare per le prenotazioni nel momento in cui sarà riaperto il portale».

E ieri sera cliccando sulla piattaforma regionale appariva questo messaggio: «Le dosi di vaccino a disposizione, sono purtroppo ancora molto ridotte. Questo ci consentirà, con la prossima apertura delle prenotazioni, di vaccinare solo una parte dei soggetti che si sono già iscritti e precisamente quelli registrati entro il 19 marzo (sono coloro a cui è stato inviato il nuovo codice di prenotazione ndr). Se ti sei registrato dopo il 19 marzo, riceverai istruzioni via sms nei prossimi giorni». Ma tutta la procedura va piuttosto a rilento e la causa è sempre la stessa: una scarsa disponibilità di vaccini. «Sono iniziate anche le vaccinazioni delle persone nate tra il 1941 e il 1951, ma sono stati lasciati indietro coloro che hanno disabilità», dice Lazzarini che pone anche un’altra questione. «A Cecina e Rosignano non ci sono posti. Così gli anziani per vaccinarsi devono andare a Livorno. Mi sembra assurdo che dicano loro di stare a casa, ma che poi debbano fare chilometri per ricevere la somministrazione. Secondo me c’è qualcosa che non funziona in tutto questo». —

C.G.

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