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Chiusi anche i tabaccai «Sono norme confuse»
cecina. Per Pasqua è capitato spesso che decidesse di chiudere la sua tabaccheria, anche in epoca pre Covid. Ma quello che non condivide è il principio. «Questa norma arrivata all’ultimo minuto genera confusione - dice Giacomo Ceppatelli, titolare della tabaccheria di via Menotti a San Pietro in Palazzi e rappresentante di categoria Fit Confcommercio - Perché, per fare un esempio, tra noi c’è chi vende solo tabacchi e chi tabacchi e prodotti di cartoleria. Così diventa complicato». Poi c’è anche il discorso delle tempistiche. «Una decisione come questa non può arrivare all’ultimo minuto e senza concertazione con le parti. È questo che mi rende perplesso». Insomma, l’amarezza non è data tanto dall’essere costretto a lasciare, oggi e domani, le saracinesche abbassate. Quanto piuttosto al metodo usato dalla Regione. «Io, come tabaccaio, a Pasqua sarei rimasto chiuso comunque. Ma altri colleghi avrebbero potuto prendere una decisione differente». —
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