La protesta
Sabbia dal fondale per contrastare gli effetti dell’erosione
Sistemato il pontone al vecchio pontile oltre la Bucaccia Bracci: «32mila metri cubi di rena per riprofilare l’arenile»
VADA. Per il ripascimento dell’arenile di Vada non sarà più utilizzato materiale di cava come prevedeva il primo progetto della Regione. La sabbia verrà invece aspirata, attraverso una pompa, direttamente dal fondale marino del vecchio porticciolo Solvay e zone limitrofe. Ciò permetterà di stendere lungo la linea di costa antistante l’abitato di Vada circa 32mila metri cubi di materiale e non più i 17mila previsti. Quasi il doppio.
Una grande spiaggia che accoglierà i turisti che questa estate sceglieranno di trascorrere le vacanze nella frazione balneare. A livello operativo si tratta, in sintesi, della stessa operazione che è stata eseguita due anni fa per un’altra spiaggia del Comune, quella della baia del Quercetano a Castiglioncello.
Intanto, a Vada, è arrivato il pontone, la chiatta che dovrà sorreggere la pompa. Pontone con tanto di gru, che è stato ormeggiato al vecchio pontile Solvay all’interno del porticciolo da dove, appunto, verrà prelevata buona parte di quella sabbia necessaria alla riprofilatura della costa. Sul lungomare sono stati invece collocati i galleggianti che dovranno sorreggere il tubo collegato alla pompa. I lavori, che fanno capo alla Regione Toscana, «dovranno iniziare tra una quindicina di giorni», spiega l’assessore alla qualità urbana Giovanni Bracci. Dunque a metà aprile. Finiti gli interventi in mare per la realizzazione dei tre pennelli, lavoro iniziato nel novembre 2019 poi bloccato per il lockdown e ripreso nei mesi successivi, la ditta Vanni di Cecina sta attendendo il via dalla Regione per il ripascimento.
«Durante l’intervento per la realizzazione dei moli – spiega Bracci – è stata presentata una variante al progetto originale. Variante che appunto prevede di aspirare sabbia dai fondali al vecchio pontile Solvay anziché prelevare materiale di cava». La variante è stata presentata alla Regione «che l’ha accettata».
A quel punto sono scattate tutte le procedure necessarie. Arpat «ha caratterizzato la sabbia, eseguendo le analisi compreso quelle relative alla granulometria. Analisi – dice Bracci – che hanno confermato l’idoneità del materiale che verrà prelevato per ripascere la costa. Verranno gettati circa 32mila metri cubi di sabbia».
Non appena la Regione darà il via alla procedura, attesa nella seconda quindicina di aprile, un tubo verrà collegato alla pompa che inizierà ad aspirare sabbia dal fondale. Sabbia che sarà portata lungo la linea di costa e, più precisamente, dal fosso della Bucaccia fino all’arenile di fronte all’abitato di Vada.
«Arriveranno all’incirca – continua Bracci – poco più in là dello stabilimento balneare La Barcaccina». Una volta che la sabbia sarà stata accumulata lungo quel tratto di costa, interverranno i mezzi meccanici per spianarla e compattarla. «Una volta eseguita la riprofilatura - dice Bracci - i lavori saranno terminati».
«Fare il prima possibile – dice Ilaria Musto, che ha visto una recente mareggiata distruggere parte del suo stabilimento, la Barcaccina – le mareggiate ci hanno praticamente distrutto mezzo bagno e al momento non possiamo iniziare i lavori. Inoltre finché non abbiamo la planimetria reale di come verrà la spiaggia antistante il nostro stabilimento, non potremo neanche sapere quanti ombrelloni potremo affittare per l’estate. Ai nuovi clienti che ne hanno fatto richiesta non ho potuto rispondere». Intanto il Comune ha chiesto alla Regione un altro progetto di ripascimento: stavolta tra Vada e la località Mazzanta compreso la spiaggia antistante i Punti Azzurri. «Ci siamo messi a disposizione – ha detto Bracci – per ogni tipo di collaborazione anche attraverso un cofinanziamento. La difesa della costa è tra le nostre priorità». —
Alessandra Bernardeschi
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