Il Tirreno

Tubi di plastica in fiamme, rischio diossina a Cecina

Cosa resta dell'incendio di plastica al Paduletto (foto fornita da Arpat)
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Cosa resta dell'incendio di plastica al Paduletto (foto fornita da Arpat)

Si vuole verificare che non ci siano sostanze contaminanti. L’ordinanza  del sindaco vieta di mangiare ortaggi dopo le analis di Arpat 

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CECINA. L’incendio che si è verificato sabato scorso dietro al cimitero di Cecina ha lasciato sul terreno annerito il caratteristico odore di plastica bruciata. Arpat ha prelevato dei residui per verificare se nel terreno si sono depositate sostanze inquinanti pericolose. In ogni caso fino ad oggi, 23 marzo, è valida l’ordinanza del sindaco che invita a non mangiare prodotti dell’orto coltivati in quell’area. Sabato scorso, 20 marzo, il Dipartimento Arpat di Livorno ha fatto un sopralluogo nella zona del cimitero dove si era sviluppato un incendio che aveva provocato grosse e dense colonne di fumo nero. Nei pressi di un cantiere dell’Asa avevano preso fuoco dei tubi in polietilene, tra via della Rimembranza e il Paduletto, un’area campestre appena retrostante al cimitero.

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Giunti sul posto intorno alle 16, i tecnici Arpat hanno constatato che l'incendio era stato domato, i pompieri non erano più presenti, mentre erano presenti polizia municipale, tecnici Asa e tecnici Usl, i quali riferivano che l'incendio era cominciato intorno alle 14, coinvolgendo delle tubazioni in PVC del diametro di 1,80 metri, depositate su un terreno adiacente al cantiere, che sarebbero state utilizzate nello stesso cantiere per i lavori di bypass del deflusso delle acque meteoriche della zona.

Da quanto riferito ai tecnici Arpat, la colonna nera di fumo è durata circa un’ora e mezzo e l'area interessata dall'incendio sulla quale erano depositate le tubazioni (quattro circa come riferito dal responsabile del cantiere), di dimensioni circa 35x25 metri, si presentava annerita, con residui di plastiche dell’abbruciamento e bagnata dalle stesse acque di spegnimento assorbite dal terreno. Gli operatori del Dipartimento hanno provveduto a prelevare un campione di terreno superficiale che sarà analizzato dal Settore Laboratorio dell’Area Vasta Costa per valutarne la contaminazione residua, con la ricerca specifica dei contaminanti Ipa e diossine. Vista la giornata di forte vento, di intensità al momento di circa 30 chilometri orari e direzione NNE, è stata individuata la zona di possibile ricaduta dei fumi in un settore circolare a sud di circa 400 metri di raggio. I tecnici hanno verificato che nell’area circoscritta non c’erano orti con «vegetazione a foglia larga» su cui si potevano depositare particelle inquinanti provocate dall’incendio della plastica. Il sindaco di Cecina ha adottato, nella stessa giornata di sabato, un’ordinanza cautelativa per la tutela della salute pubblica della popolazione interessata dalla dispersione e soprattutto dall’eventuale deposizione al suolo delle sostanze rilasciate nel corso dell’incendio, che vieta «almeno fino a martedì 23 marzo (oggi, ndr) la raccolta e il consumo di ortaggi e frutta coltivati nel cono di 400 metri, direzione sud, dal punto di innesco verso la linea di propagazione dell’incendio». —



 

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