Gioco
Parcheggio pieno di buche la protesta del circolo Dlf
Il presidente e gestore dello storico club di tennis scrive a Comune e Ferrovie «Situazione insostenibile, quell’area va data in gestione e messa in sicurezza»
CECINA. Il parcheggio di viale fratelli Rosselli, accanto ai campi da tennis del Dopolavoro ferrovieri, è pieno di buche. Ospita circa 150 auto al giorno e quando piove diventa un acquitrino. Attraversarlo per cercare il posto oppure uscirne è un percorso a ostacoli. Di proprietà delle Ferrovie, interessa a tutti perché è vicino al centro, ma allo stesso tempo alimenta le polemiche. Moreno Grilli, presidente e gestore dal 2011 dello storico circolo, è esasperato. Ha telefonato in Comune, parlato con i vigili e scritto a Roma, quindi ai padroni, anche a luglio dell’anno passato. Senza mai ottenere una risposta. «Riprendo carta e penna – spiega – per inviare un’altra lettera negli uffici della capitale. Prometto che se non succederà niente, chiamo Striscia la notizia e vado in televisione». Più che sufficiente per capire che la questione è bollente, poiché il posteggio è grande, è comodo ed è sempre pieno. Lo raggiunge spesso chi scende da via Roma, attraversa il sottopassaggio arrivando da Marina e percorre il viale Fratelli Rosselli, a senso unico, da nord. Appena entra nell’ampio spiazzo sterrato, però, inizia il calvario. Lo attendono buche enormi, strati di asfalto taglienti come lame, sassi appuntiti, erbacce e, se si scatena il temporale, pozze larghe come piscine, dove se perfino i piccoli fuoristrada, più alti delle normali macchine, faticano a marciare, figuriamoci le utilitarie. Eppure, non passa giorno che gli automobilisti non rischino gomme o paraurti, senza considerare la velocità di crociera per evitare altri spiacevoli imprevisti. «So che da solo non posso fare niente – spiega Grilli – sebbene con il piccone abbia sistemato le fosse poi riempite con la ghiaia per facilitare chi viene. L’ho fatto volentieri, ma non basta. Ho chiamato in Comune, ma mi hanno risposto che non dipende da loro. Mi sono rivolto alle Ferrovie, ma le procedure sono lunghe e i mesi passano. Senza dimenticare che d’estate la zona intera diventa il regno delle zanzare. Ci sono i posteggiatori abusivi e non ci sono quasi mai i camion della Rea a ritirare i rifiuti. Scriverò ancora a Roma per dire ai dirigenti che lo diano in gestione. Sono disposto a parlarne, se proprio serve investo qualcosa di mio. Ma avanti così non possiamo andare». Sui due campi in terra rossa del Dlf, di cui uno è coperto, giocano circa 80 soci tesserati al circolo e altri tennisti stufi di parcheggiare le macchine compiendo uno slalom. È faticoso e snervante sapere che il posto c’è, ma non è semplice occuparlo e, quando piove, è necessario guardare dove si parcheggia per via di autentici stagni sotto gli sportelli che impediscono di scendere. Bisognerebbe asfaltarlo, investendo dei soldi, risolvendo una volta per tutte il problema e regolarizzando i posti con le strisce bianche. Un sogno più che un progetto. Grilli però non molla e pensa alla televisione quale ultima forma di protesta. —
Michele Falorni
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