Il Tirreno

Addio Marusco, colonna biancoblù: «Un uomo buono al servizio del club»

Andrea Rocchi
Marusco Bezzini
◗
Marusco Bezzini

Rosignano: Bezzini trovato morto in casa, fatale un malore Dirigente del Gs Rosignano di cui è stato anche presidente

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Quando c’era da organizzare qualcosa, quando c’era un problema da fronteggiare, quando avevi anche un semplice dubbio o una domanda da fare lui c’era sempre. Marusco Bezzini era una colonna del Gs Rosignano Sei Rose. Era un simbolo. E qui non è questione di retorica se scriviamo che Marusco era soprattutto una brava persona. Basta parlare con tutti quanti lo hanno conosciuto. A partire dai più giovani, i ragazzi, i tanti calciatori che sono passati dalla “sportiva” e che hanno avuto modo di conoscendo apprezzandone soprattutto quel tratto di grande umanità e generosità che lo ha sempre contraddistinto. Bezzini è morto ieri, nella sua abitazione del quartiere di Crocetta, a Rosignano Solvay. Aveva 81 anni. Viveva da solo. E’ stata la donna che fa le pulizie nella casa, la mattina, ha trovarlo ormai privo di vita sulla poltrona. Immediato l’allarme. Al medico del 118 non è rimasto altro che constarne il decesso, probabilmente per un malore repentino.

Marusco Bezzini era originario di Castagneto. Aveva lavorato a lungo nella filiale di Rosignano della tipografia Griselli di Cecina. La sua grande passione era il calcio. Che lo ha visto, sin dai primi anni 90’, assumere il ruolo di dirigente nel Gs Rosignano del quale, nella stagione 2013-2014, è stato anche presidente centrando, con una squadra imbottita di giovanissimi, una storica salvezza. Quell’anno, quando lo intervistammo, era euforico per un traguardo inaspettato con una squadra costruita con pochissime risorse in un periodo di grandi difficoltà per la società biancoblù.

Perché una delle caratteristiche di Bezzini era proprio la capacità di mettersi a disposizione. Con grande umiltà e modestia. Poteva fare il dirigente come passare le sue giornate nella stanzina accanto all’accesso secondario allo stadio, in via della Repubblica dove custodiva con orgoglio immagini, coppe, gagliardetti delle squadre nelle stagioni d’oro, ma anche in quelle meno belle, del Gs Rosignano. Dalla mattina alla sera i giocatori, gli amici, i dirigenti e tutti i solvaini legati al mondo del calcio, lo trovavano allo stadio Solvay per risolvere ogni tipo di problema, da quello logistico a quello amministrativo. Come lo ricorda il collega Enrico Salvadori “era in prima fila anche nell'organizzazione di quattro edizioni della Coppa Carnevale di Viareggio che veniva ospitata allo stadio Solvay”. Aveva un rapporto quasi paterno con tutti i giocatori. Che ricambiavano con affetto, anche quando sapeva essere bonariamente burbero con i caratteri più difficili. Alla famiglia, in questo momento di dolore, giungano le condoglianze anche della nostra redazione del Tirreno. —

A.R.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web