Il Tirreno

Le opposizioni e i commercianti sfilano contro il sindaco di Cecina: «Si deve dimettere»

Michele Falorni
Le opposizioni e i commercianti sfilano contro il sindaco di Cecina: «Si deve dimettere»

In 150 in piazza per urlare la contrarietà alla “zona rossa”. Protocollata in Comune la mozione di sfiducia verso Samuele Lippi

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Cecina. Commercianti e famiglie in profonda crisi hanno riempito ieri mattina piazza Giosuè Carducci, partecipando alla manifestazione promossa davanti a palazzo civico dai rappresentanti del gruppi di centrodestra in consiglio comunale Federico Pazzaglia (Cecina Insieme), Chiara Tenerini (Forza Italia) e Lorenzo Gasperini (Lega). I quali, davanti a circa 150 persone contrarie all’istituzione della “zona rossa”, hanno firmato una mozione di sfiducia al sindaco Samuele Lippi, già protocollata in ufficio, chiedendo che venga discussa in consiglio. Insomma, l’opposizione vuole mandare a casa il primo cittadino segnalando allo stesso tempo al prefetto di Livorno se in questi giorni ci siano state eventuali violazioni di legge e il Comune debba essere commissariato.

Gli organizzatori, dopo il saluto del consigliere leghista Andrea Quiriconi, hanno preso il megafono uno alla volta, ma è come se avessero parlato a una voce, chiedendo ai presenti di alzare il cartello “Cecina non si arrende #Cecinasicura”, poche significative parole scelte per raccontare le difficoltà del momento. All’iniziativa era presente anche Nicola Bibbiani, vice responsabile regionale del dipartimento giustizia di Fratelli d’Italia, che nel breve intervento ha ricordato come la situazione sia caotica e i dati non siano da zona rossa. «Nasce da qui la necessità di una interrogazione al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per avere risposte chiare – ha affermato – evitando che si ripeta lo scaricabarile con Lippi».

Tenerini è poi entrata nel cuore della questione, accusando il sindaco di non avere chiesto il parere alla squadra dei medici da lui stesso composta prima di chiudere i confini comunali e sottolineando che l’assenza di simboli e bandiere conferma il ruolo attivo da cittadini. «Deve prevalere il buonsenso – ha urlato – e Lippi deve dimettersi pure per questo. In consiglio abbiamo portato varie proposte, dal sostegno agli esercenti a quello per le famiglie, e mai siamo stati ascoltati».

Concetto ripreso subito da Lorenzo Gasperini, pronto a valorizzare l’aspetto popolare e non partitico, a ringraziare la gente intervenuta e a ricordare che l’istituzione della famigerata zona rossa è facoltativa e non obbligatoria. «Inoltre – ha detto – una decisione del genere va sempre contestualizzata. A Cecina invece non è successo e le conseguenze, dagli studenti costretti alla didattica a distanza con notevole preoccupazione degli psicologi senza scordare gli altri problemi, sono sotto gli occhi di tutti. Perciò chiediamo a Giani di revocare l’ordinanza di chiusura entro stasera (ieri sera per chi legge ndr)». E dimettersi», ha spiegato.

Federico Pazzaglia ha concluso la manifestazione agganciando non solo il tema della crisi irreversibile, ma inchiodando l’attenzione dei commercianti su un punto: «Cecina non si arrende – ha ripetuto – perché siamo stanchi di sottostare alle decisioni schizofreniche di Lippi. Noi crediamo nella prudenza e nell'attenzione, ma vogliamo vivere evitando che le imprese muoiano giorno dopo giorno e i bimbi rimangano a casa poiché le scuole sono chiuse. Il sindaco pensa di governare Cecina come fosse un feudo, ma non è così. Firmiamo la mozione e la protocolliamo chiedendo al primo cittadino di revocare i divieti e dimettersi, perché ha istituito la zona rossa senza analizzare bene i dati».

Argomento di lunghe discussioni la settimana scorsa, quello dei dati per l’istituzione della “zona rossa” nel comune cecinese. «Deve andarsene – hanno chiuso la manifestazione gli esponenti politici – come il presidente della Regione Giani». Oggi la protesta continua con l’iniziativa degli “imbavagliati” del partito di Fratelli d’Italia. —

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