Gioco
«Non è attraverso le nostre attività che si crea il contagio, fateci lavorare»
CECINA. «Restiamo perplessi di fronte a questa scelta di prolungare la zona rossa, ma è chiaro che la responsabilità della salute cittadina risiede nelle mani del sindaco», anche da parte di Confcommercio Cecina l’analisi del disagio si amplifica. Per lanciare messaggi alle istituzioni forte e chiari come sottolinea la la presidente Catia Giannoni.
«Quello che ci aspettiamo è una manifestazione di rispetto nei confronti delle attività e dei lavoratori, che , loro malgrado, si trovano impossibilitati a lavorare».
L’associazione di categoria si fa voce del disagio degli associati: «Abbiamo bisogno di lavorare, non possiamo continuare a sostenere tutte queste difficoltà - e ancora - Non siamo interruttori, che si possono accendere e spengere a piacimento. Non siamo un elemento di decoro. Chiediamo rispetto».
Rispetto. Si reclama.
«Il nostro sindaco ha già espresso la sua sensibilità nei confronti di chi lavora, andando a sostenere i dipendenti della Lucchini davanti ai cancelli della fabbrica sei anni fa. Vorremmo vedere la stessa solidarietà nei confronti di un altro tipo di lavoratori, quelli del terziario, che si trovano senza lavoro per colpe non proprie e che rivendicano gli stessi diritti, sanciti nel primo articolo della nostra Costituzione, di ogni altro lavoratore».
Confcommercio avanza delle richieste: «Chiediamo che, magari di concerto con il governatore Giani, con cui ha condiviso la scelta di questa chiusura, vengano trovate risorse in bilancio per aiutare ad indennizzare le imprese che sono state costrette a chiudere» .
Attenzione verso gli imprenditori. Verso chi crea posti di lavoro: «Sogniamo una politica che sia vicino alle persone, vicina alla nostra quotidianità e vicina a chi lavora. Altrimenti è inutile spingere per prolungare ad libitum il blocco dei licenziamenti, quando non ci si cura di chi i posti di lavoro li crea, cioè gli imprenditori». E si chiude con un messaggio: «Agli imprenditori è stato chiesto di attenersi a dei protocolli per il contenimento del covid. Questi protocolli sono stati e sono a tutt’oggi applicati, a dimostrazione del fatto che si può lavorare in sicurezza. Fateci lavorare, non è attraverso le nostre attività, che si crea il contagio». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google