Il Tirreno

Commercianti tra confusione e sgomento «È un calvario»

Michele Falorni
Commercianti tra confusione e sgomento «È un calvario»

Zona rossa, corso Matteotti da vetrina della città a strada vuota «Dovremmo rimanere tutti chiusi, unico modo per uscirne»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Più che i frequenti cambiamenti del Comune e della Regione, a preoccupare i commercianti cecinesi sono i colori del bilancio: rosso.

Il quadro economico e sociale è critico: gioiellieri, parrucchieri e negozi di scarpe sono fermi, altri però sono aperti e la sintesi schietta è che, non solo nell’ultima settimana, nessuno ci ha capito più niente.

Corso Matteotti è sempre stato la vetrina della città, ma ora è vuoto e le saracinesche sono abbassate. Gli esercenti colpiti dagli ultimi provvedimenti gridano a una voce: «Dovremmo rimanere tutti chiusi, è l’unico modo per uscirne. Perché per noi e i colleghi certe scelte non hanno senso».

Il calvario è iniziato giovedì 25 febbraio e proseguirà almeno fino a venerdì 12, ma nessuno si aspetta che la situazione torni poi alla normalità.

Anzi, il contrario, perché è probabile che la Toscana intera divenga rossa. «Non discuto del colore del comune – dice Ilaria Marchi, Boni gioielli – ma trovare chiusi parrucchieri ed estetiste ha senso. Noi, sono sincera, no. Senza dimenticare i contraccolpi legati alla mancanza di lavoro. Mi sgomentano la mancanza di trasparenza e di logica, oltre ai dati sulle positività: non capisco di cosa parliamo».

Già, gli esami compiuti a Marina nell’ambito dell’iniziativa Territori Sicuri hanno suscitato discussioni lunghe.

Enrico Vanni, titolare dell’omonimo negozio di calzature davanti alla pensilina dei pullman, è aperto, poiché vende le scarpe da tennis, ammesse, ma ha cambiato il codice Ateco, la sigla che identifica le categorie, alzando la saracinesca.

Altri commercianti sono già pronti a modificarlo. «Certo, vendo solo determinati articoli – spiega Vanni – e il resto lo consegno a domicilio dopo avere ricevuto l’ordine via internet o di persona». Di più non è possibile fare, perché le disposizioni sono rigide e le conseguenze sono facili da immaginare per chi, ogni giorno, combatte per arrivare in fondo al mese onorando le scadenze e i pagamenti.

«Avanti così – afferma Denise Tonelli, parrucchiera – e resteremo chiusi per quasi un mese. La situazione è tremenda ed è inutile negarlo: come se non bastasse, le regole vietano gli spostamenti fuori dal perimetro comunale e noi abbiamo già perso i clienti non cecinesi perché nessuno si sposta. Mi auguro che qualcosa cambi, sebbene questa ormai finita e la prossima settimana incidano parecchio».

L’aumento dei contagi, i colori che mutano di continuo, la carenza di vaccini e i dubbi che rimangono creano confusione e alimentano la rabbia.

Impensabile, senza concreti sostegni del governo, proseguire così.

«E’ un dramma – sostiene Michela Bini, titolare del negozio di abbigliamento in centro – e, tralasciando le decisioni della politica, sottolineo che se il problema è grave ed è dovuto a un focolaio tutti dovevamo chiudere, senza distinzione alcuna. Anziani seduti sulle panchine uno accanto all’altro, come le badanti, in giro ci sono spesso: e allora? In questo modo non risolviamo niente». Valentina Biancani di Forse (scarpe) e Mariangela Carciola, proprietaria del centro benessere New Sundance concludono: «Non vediamo la luce e sembra di essere a marzo dell’anno scorso. Speriamo di ripartire tutti insieme, poiché in questo modo è più pensabile». —

Michele Falorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web