Gioco
Pazzaglia: «Il sindaco era fuori» Lippi: «Solo per il tampone»
IL capogruppo di Cecina Insieme accusa il primo cittadino «Voglio verificare se ha violato la quarantena, sarebbe una cosa gravissima»
CECINA. Come se non bastasse la polemica sui numeri dei positivi ai tamponi, un secondo scontro ha animato la penultima giornata di zona rossa cecinese. Il periodo dei nove giorni rossi termina infatti oggi, venerdì 5 marzo. E oggi termina la quarantena della giunta e del consiglio comunale disposta per la presenza di un assessore positivo alla variante inglese (che comporta, lo ricordiamo, la quarantena dei contatti stretti e non stretti fino a 14 giorni prima del contagio).
E proprio sulla quarantena si è scatenata la polemica politica: portavoce il capogruppo di Cecina Insieme - coalizione di centrodestra, Federico Pazzaglia, che ha pubblicato un post durissimo su Facebook. E lo conferma al Tirreno: «Mi sono arrivate diverse segnalazioni – dice – persone che dicono che il sindaco oggi (ieri, ndr) sarebbe stato in giro a Cecina, violando le prescrizioni della quarantena. Non voglio credere che sia vero, perché sarebbe molto grave sia dal punto di vista legale, che politico. La legge, infatti, è e deve essere uguale per tutti, anche per il sindaco Lippi, anzi il sindaco deve dare il buon esempio, a maggior ragione se ha chiesto sacrifici ai propri cittadini disponendo la zona rossa in modo assolutamente discutibile». Pazzaglia annuncia poi che «sull’opportunità e legittimità dell'istituzione della zona rossa a Cecina e sul rispetto delle disposizioni in materia di quarantena intendo andare a fondo, prendendo tutte le iniziative del caso. Per una settimana i cecinesi sono stati reclusi in casa, le attività chiuse, i bambini sacrificati e questo è legittimo, forse, solo se sussistono i presupposti per la tutela della salute pubblica e non per improvvisazione o la ricerca di maggior visibilità da parte del sindaco. Tutto questo sarebbe poi aggravato se risultasse vero che il sindaco non ha rispettato le disposizioni sulla quarantena. Sarebbe una violazione di legge gravissma, addirittura procedibile d’ufficio».
Il sindaco Samuele Lippi smentisce tutto. Contattato dal Tirreno, Lippi chiarisce di non aver violato la quarantena. «Sono regolarmente in quarentana. Oggi (ieri, per chi legge, ndr) sono andato a farmi un tampone in ospedale – dice – e ne avevo fatto già un altro molecolare due giorni prima, il 2 marzo, che è risultato negativo. Lo so che non è valido fintanto che non termina la quarantena, ma l’ho fatto per avere maggior sicurezza, essere più tranquillo anche verso i piccoli focolai intorno all’amministrazione comunale. Credo che anche Pazzaglia dovebbe occuparsi della situazione generale, di cose importanti». —
M.M.
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