Gioco
Onorificenza europea ad Adele Bargilli
La stilista e costumista cecinese è stata nominata “segretaria onoraria”. Sogna un marchio internazionale
CECINA. Adele Bargilli ha aggiunto in questi giorni un’altra prestigiosa nomina al proprio percorso professionale: la carica di segretario onorario in Union of european experts chambers (U.C.E.E), che tradotto dall’inglese significa Unione delle camere esperti europei e, a livello professionale, valorizzazione delle proprie attività. Nel caso specifico, riguardano il mondo della moda. La sede di questa organizzazione non governativa è a Bruxelles, e Bargilli ha ottenuto il riconoscimento dal presidente Paolo Saba. A scavare la differenza e a permettere ad Adele di affermarsi nel settore sono stati l’estro e il gusto personali, che dopo il diploma le hanno aperto il mondo delle passerelle nel 1992, quando presentò la sua prima collezione.
Fu l’inizio del suo cammino artistico, che l’ha vista presente nel tempo in numerose manifestazioni legate anche alla cultura e all’arte non solo in Toscana e al Premio Cecina, che l’amministrazione comunale le consegnò nei primi anni Novanta. Le esperienze sono state molte: basta pensare ai costumi creati per le rappresentazioni teatrali, come “L’importanza di chiamarsi Ernesto” opera scritta da Oscar Wilde, e il cinema.
Bargilli, da ragazzina, aveva un sogno: creare un marchio legandolo alla moda maschile, progetto che ancora sviluppa con impegno mentre, seguendo la famiglia e i due figli studenti universitari, affina la propria conoscenza con il “creato in Italia”, parole sue, valorizzando così le arti e i mestieri fiorentini, perché «il mio traguardo e la mia missione – dice – sono finalizzati all’unicità e all’esaltazione della bellezza». Nell’ottobre 2019 a Roma, si è lanciata nell’ultima avventura professionale insieme alla sceneggiatrice Carmen Siciliano: la “Guys film school”, un laboratorio dove protagoniste sono le numerose figure, e le loro caratteristiche, che si muovono sotto ai riflettori.
La scuola offre la possibilità ai ragazzi dai 7 ai 17 anni, ossia dalle elementari alle superiori, l’opportunità di ampliare il proprio bagaglio culturale, conoscendo meglio se stessi in quanto il palcoscenico mette alla prova chiunque dal punto di vista psicologico. «La mia idea – conclude Adele – è lasciare un giorno l’Italia per operare a livello internazionale e confrontarmi con ambienti e situazioni diverse». E al contempo percorrere nuove strade professionali. —
Michele Falorni
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