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Piccole reti di negozi per promuovere il commercio locale e aggregare i residenti

Anna Cecchini
Piccole reti di negozi per promuovere il commercio locale e aggregare i residenti

Il progetto “Sos Cinque strade” è un piano pilota Il Comune vuole proporlo nelle varie frazioni del territorio

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ROSIGNANO. Valorizzare le attività economiche dell’intero territorio con progetti per “micro lotti”, in maniera da creare reti commerciali locali in grado di aggregare anche i residenti.

Questo l’obbiettivo dell’amministrazione, che già nei prossimi mesi si concentrerà su almeno due aree di Rosignano Solvay. Ma il traguardo verso cui punta il Comune è quello di mappare tutte le frazioni, con una serie di focus separati per quanto riguarda Rosignano Solvay.

Il progetto “Sos Cinque strade” rappresenta il piano pilota di questo percorso di valorizzazione della rete di negozi di vicinato e più in generale del tessuto sociale del luogo. Un progetto finanziato dalla Regione, che vede Comune, Confesercenti e coop Microstoria in prima linea per coinvolgere residenti e turisti delle Cinque strade, con la collaborazione di Avis, Informagiovani e Nuovo Incubatore Rosignano.

Ecco, “Sos Cinque strade” diventa un percorso apripista per un più ampio disegno dell’amministrazione che vuole coinvolgere tutte le attività economiche del territorio. Che, stando ai dati in possesso dell’amministrazione, a fine 2019 erano circa 2.500. «È chiaro che i numeri relativi al 2020 – spiega l’assessore al commercio Alice Prinetti – saranno disponibili soltanto dopo aver incrociato i dati di aperture e chiusure con i dati in possesso della Camera di commercio. E per fare questo confronto, è previsto che passino due mesi dalla fine dell’anno. Quindi a breve potrà essere fatto questo confronto».

Fatto sta che, al netto di aperture e chiusure di attività registrate nel 2020, il Comune ha già pensato l’iter da seguire. «L’intenzione è quella di valorizzare il tessuto economico del territorio – prosegue Prinetti – individuando, frazione per frazione, le aree con maggior concentrazione di negozi di vicinato. E per ogni area coinvolgere commercianti e residenti, così da ricreare l’identità dei vari luogo che è diversa». Chiaro che l’amministrazione per avviare questo percorso di rivitalizzazione commerciale e della socialità dovrà individuare nuovi fondi. «Possiamo pensare – dice ancora l’assessore – di presentare altri progetti alla Regione e anche individuare risorse all’interno del bilancio».

In pratica, dopo il progetto pilota che sta coinvolgendo il quartiere delle Cinque strade, saranno individuate altre aree dove c’è una forte concentrazione di attività commerciali. «L’idea – dice Prinetti – sarebbe quella di esportare questo modello in altre zone: penso a via della Cava, piazza del Risorgimento e via Allende. Poi c’è l’area della via Aurelia da valorizzare magari a microlotti, uno legato a via del Popolo e l’altro a piazza Pardubice, piazza Monte alla Rena, area lato mare che ha identità particolare dato che ha soprattutto ristorazione. Infine ci sono Marittimo, dove il commercio è concentrato su via Gramsci, e le varie frazioni che hanno identità commerciali abbastanza definite».

Un grande processo di mappatura, per ritrovare «la valenza commerciale dei negozi, ma anche quella sociale, storica e culturale. Senza dimenticare la valenza di sicurezza, perché è chiaro che dove c’è una concentrazione di negozi e le serrante sono alzate sappiamo che c’è maggiore controllo del territorio».

A partire dalle Cinque strade, per ogni area commerciale da rilanciare, sarà individuato un logo (da far realizzare agli studenti delle scuole, così da coinvolgere anche i ragazzi) che dovrà essere rappresentativo della zona. Una sorta di brand a cui potranno collegarsi anche i futuri negozi che apriranno nelle varie aree. —

Anna Cecchini

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