Sicurezza
«Si dà l’okay allo Sbaracco e ora si chiude, non ha senso»
CECINA. «Sono le 11.29 e sto a incassi zero. Mi dica, come devo fare? Se in giro non c'è nessuno perché è zona rossa non ha nemmeno senso che rimanga aperta. Cosa ci sto a fare? A consumare luce per poi dover pagare le bollette?»
Cinzia di Salvo è la titolare del negozio di cosmetici Professional make up di corso Matteotti e come tanti suoi colleghi dice di essere disperata «e stanca psicologicamente» per una situazione che è diventata insostenibile anche a livello economico. Non vede l'ora di uscire da tutto questo, sia per la salute di tutti sia per poter mantenere il suo lavoro, che ama e in cui crede.
«Poi non capisco – dice - pochi giorni fa c'è stato Lo Sbaracco, è stato autorizzato, e adesso si chiede la zona rossa? Non mi sembra che abbia molto senso». E non è la sola a pensarla così.
Per Claudia Lodovichi di Sweet home, per esempio, «la decisione che è stata presa è giusta, perché se c'è una variante molto contagiosa del virus la zona rossa è opportuna, soprattutto se si fa fatica a ricostruire la catena dei contagi. Magari in questo modo si riesce a salvare la Pasqua. Forse però, qualche giorno fa, sarebbe stato meglio fare Lo Sbaracco dentro i negozi, invece che con i banchetti per strada».
Ultima voce che sentiamo è quella di Catia Grilli di Bizzarra, da parte sua, pur non facendo riferimento diretto allo Sbaracco, pensa a situazioni in grado di richiamare molte persone e che possono dar vita ad assembramenti. «La zona rossa mi sembra una decisione logica, se si ritiene che possa servire a qualcosa - dice - Insomma, se è necessaria ok. Magari avrei evitato prima alcune occasioni che possono essere state in qualche modo di richiamo». —
C.G.
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