Il Tirreno

DOPO il focolaio all’istituto iacopini 

Domani scatta la zona rossa a Cecina Il sindaco Lippi: «Qui troppi contagi»

Maria Meini
Domani scatta la zona rossa a Cecina Il sindaco Lippi: «Qui troppi contagi»

Trovati altri 16 casi di variante inglese nella Rsa, ma per l’Asl tutti i contagiati sono del ceppo modificato. Sessanta i positivi

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Maria Meini

cecina. “Zona rossa” da domani a Cecina: lo ha comunicato ieri sera il sindaco Samuele Lippi, che già dal mattino aveva chiesto al presidente della Regione Eugenio Giani misure forti per contrastare il focolaio inglese scoppiato nella Rsa Iacopini. Salgono ancora i casi di contagio all’interno della casa di riposo: sono una sessantina le persone positive al Covid, di cui 16 accertate alla variante inglese, tra anziane ospiti, suore (che gestiscono le struttura), operatori sanitari e due preti che dicevano messa nella chiesa della Rsa. Anche tra i 41 contatti tracciati finora, e tamponati, cinque sono risultati positivi al Covid con variante. Un’emergenza che l’Asl sta trattando con un tracciamento allargato a contatti stretti e non stretti, fra tutti coloro che hanno frequentato l’istituto di via Ginori negli ultimi 15 giorni. Quarantena e isolamento per l’intero organico formato da 36 dipendenti al servizio dell’Istituto di via Ginori, sostituito da personale diretto dell’Asl, che da ieri ha preso in carico la struttura per la parte sanitaria e la pulizia.

Il sindaco Samuele Lippi ha chiesto alla Regione di inserire il comune di Cecina in “zona rossa”. Poi ieri sera alle 19, dopo una seduta di giunta urgente preceduta da una commissione dei capigruppo, la comunicazione ufficiale, pubblicata anche sul suo profilo Facebook, in cui dichiara Cecina “zona rossa” da domani giovedì 25 febbraio per almeno una settimana. «Ho concordato con Asl e Regione questa decisione. Il presidente Giani firmerà l’ordinanza domani (oggi, ndr). È una situazione complessa e pericolosa – ha dichiarato Lippi – che dobbiamo subito affrontare per evitare che il contagio della variante inglese si propaghi anche in città, visto la forte contagiosità del virus. Un modo per cercare di riportare alla “normalità” la situazione. Per invitare tutti ad una maggiore attenzione. Stiamo infatti riscontrando problemi nel tracciamento dei casi e nell'analisi sequenziale per trovare le varianti. Dobbiamo prevenire e mitigare la diffusione del virus tra la popolazione e permettere i necessari tracciamenti e le necessarie verifiche da parte della competente Azienda sanitaria locale. Gli stessi metodi che devono essere rivisti, e anche in fretta. Le priorità, adesso più che mai, devono essere il tracciamento e una campagna straordinaria di tamponi rapidi per tutta la popolazione. Occorre rivedere, e in fretta, anche l’assegnazione dei vaccini con meccanismi più attenti rispetto all’esposizione al rischio di contagio delle persone». Lippi lunedì sera aveva già firmato un’ordinanza disponendo la chiusura della scuola elementare Marconi di Palazzi, in via precauzionale fino a sabato, per la presenza di una decina di casi di Covid riscontrati tra genitori e personale scolastico. Con la zona rossa le scuole restano comunque aperte (a parte Palazzi) fino alla prima media in presenza, dalla seconda media alle superiori si applica la didattica a distanza. Le restrizioni sono quelle previste dalle norme nazionali. Ieri, dal laboratorio dell’azienda ospedaliero universitaria di Pisa a cui sono state inviate le “sequenziazioni” di Rna fatte dall’Asl sui positivi, sono arrivati i risultati che hanno confermato un’impennata dei casi di variante: da due sono saliti a 16 accertati all’interno della Rsa Iacopini e riguardano gli ospiti, le suore e il personale sanitario, mentre 51 è il totale dei soggetti positivi. Un numero al ribasso, in realtà sarebbero 55 solo all’interno della struttura. Per fortuna le condizioni cliniche di tutti sono buone. Sono circa sei i casi che presentano sintomi di gravità media, ma per nessuno è stato necessario finora il ricovero ospedaliero. L’Asl sta proseguendo il monitoraggio e l’effettuazione di ulteriori tamponi. Ma tutti i casi vengono trattati come varianti, perché come dice la direttrice dell’Asl di zona Donatella Pagliacci, «a questo punto è probabile che la maggior parte dei contagiati abbia contratto il ceppo variante».—

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