Gioco
Tutto il personale in quarantena l’Asl “commissaria” la struttura
CECINA. Il protocollo sulla variante inglese è più stringente rispetto al “contagio normale”, prevede una quarantena di tutti i contatti stretti e non stretti fino a 14 giorni prima. Per questo l’intero personale dello Iacopini, 36 operatori sanitari – spiega la dottoressa Donatella Pagliacci, direttrice dell’Asl di zona – dev’essere sostituito con operatori Asl. Ieri Pagliacci ha fatto un sopralluogo alla Rsa: attraverso la planimetria dell’istituto dovrà definire l’area separata per i contagiati, un «modulo d’assistenza che diventerà struttura di cure intermedie livello 3 con subentro di personale Asl».
«L’intera struttura sarà ora gestita dall’azienda sanitaria in una sorta di commissariamento. Un controllo temporaneo dello Iacopini - dice il sindaco di Cecina, Samuele Lippi - necessario visto i numerosi casi riconducibili alla variante inglese di Covid. Come Amministrazione siamo preoccupati del fatto che, nonostante le vaccinazioni, si siano riscontrati casi di positivi asintomatici o paucisintomatici per cui, nell’attesa di ulteriori approfondimenti e di capire l'evolversi della situazione, il mio invito alla popolazione è quello di prestare sempre la massima attenzione, rispettando tutte le regole basilari anti-Covid, dal distanziamento all’utilizzo corretto della mascherina». Sulla vicenda c’è stato un incontro in commissione consiliare, richiesto dal sindaco: Donatella Pagliacci e il dottor Vito Conti, responsabile dell’Igiene dell’Asl, hanno spiegato alla giunta e ai consiglieri la situazione. Preoccupante, ma sotto controllo secondo la dottoressa Pagliacci. «Stiamo ricostruendo tutti i contatti – spiega la direttrice dell’Asl – con un tracciamento allargato, dei contatti stretti e non stretti, che risale fino a 14 giorni prima; un’analisi dettagliata per capire l’origine del focolaio che, quasi certamente, si può ricondurre all’ingresso di persone dall’esterno positive alla variante inglese». L’aspetto che inquieta di più è che la variante abbia contagiato persone già vaccinate. «La stessa Pfizer non ha mai parlato di efficacia del vaccino al cento per cento, ma al 95% – dice Pagliacci – su una popolazione da 18 anni in su. Qui siamo di fronte a persone molto anziane e a seconda dell’età si può ridurre la reazione immunitaria. La cosa che ci fa ben sperare è che tra i vaccinati i sintomi sono meno gravi, ma dobbiamo continuare ad usare tutte le precauzioni». —
M.M.
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