Il dolore
Bar, letti e divani usando gli scafi di vecchie barche abbandonate
Quattro amici amanti del mare hanno ideato Waiter Boat «Una start up per riutilizzare materiali che inquinerebbero»
ROSIGNANO. Quattro amici uniti da una passione: il mare. E dal desiderio di rispettare l’ambiente, riciclando oggetti che troppe volte vengono abbandonati e rappresentano una fonte di inquinamento.
Da qui l’idea di recuperare scafi di barche malmessi e ormai inutilizzabili, magari abbandonati in mezzo a un campo con il rischio concreto di inquinare il terreno. E di trasformarli in cabine-bar, divani, librerie o letti. Come? Riqualificandoli e adattandoli per lo scopo richiesto. Il tutto fatto rigorosamente a mano.
Un’idea a cui i quattro hanno già dato un nome: Waiter Boat. Ossia “camerieri di barche”, per evidenziare il fatto che la loro è una operazione chiavi in mano,
Loro sono Valerio Gronchi, Leonardo Zucchitta, Filippo Gavarini e Francesco Blanco. Nella vita lavorano in settori diversi, ma sono accomunati dalla passione per il riutilizzo di materiali. E hanno coinvolto nel progetto una serie di giovani artigiani: falegname, elettricista, verniciatore, fabbro, sarto e videomaker.
«Si tratta di una start up - spiega Gronchi - che abbiamo pensato di sviluppare per dare nuova vita a oggetti che solitamente vengono buttati. Una società di upcycling, ossia riutilizzo di materiali altrimenti destinati ad essere gettati, a scopo di reinventare mobilia ed arredamento da scafi e imbarcazioni dismesse destinate, diciamo così, all'inquinamento ambientale».
Quella dei quattro amici al momento è una sperimentazione, nel senso che se la start up troverà il gradimento del mercato si muoveranno per creare una vera società. Ad oggi i quattro si occupano di sistemare gli scafi a scappatempo, terminate le loro attività lavorative o magari il sabato e la domenica. Si incontrano e, martelli e carteggiatrice alla mano, lavorano per dare una seconda vita a carene di imbarcazioni destinate al macero. «Il nostro lavoro – proseguono – è interamente hand made e customizzabile in base alle esigenze del cliente. Vale a dire che il cliente può chiedere di trasformare uno scafo in quasi qualunque cosa, dal classico angolo bar fino a una cabina-bagno, passando per una libreria o un divano.
Ad ora, per lavorare ci appoggiamo allo storico cantiere Gavazzi, alle porte di Vada.
Essendo un start up possiamo iniziare così, poi vedremo come si evolverà la situazione. Intanto ci divertiamo facendo una cosa che ci permette di stare insieme e condividere un progetto basato su valori che ci accomunano».
Intanto, il primo obbiettivo dei quattro “camerieri di barche” è quello di ultimare la prima creazione: uno scafo da trasformare in bar. —
Anna Cecchini
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