Il Tirreno

i conti in rosso 

Porto, si lavora al piano Intanto Volterrani si dimette dal nuovo cda

In una lettera spiega l’incompatibilità col figlio «Doveva lasciare lui ma  in questa fase è necessario che resti tra i revisori»  

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CECINA. E’ iniziato il lavoro, che non si annuncia affatto semplice, della ricostruzione dello “stato di salute” della Porto di Cecina spa, all’indomani della presentazione della domanda di concordato. Domanda accelerata dalle due ultime ingiunzioni di pagamento da parte di Monte dei Paschi e Popolare di milano per complessivi 1,7 milioni. Il professor Gianluca Risalti sta lavorando con l’advisor legale (l’avvocato Francesco Barachini el Foro di pisa), il presidente della porto Emilio Salvadori e il nuovo consiglio di amministrazione. Intanto, proprio nel cda si registra l’uscita di scena del neoeletto Danilo Volterrani che in una lettera spiega le motivazioni: «La mia candidatura era stata posta dal momento che mio figlio Ugo, membro in carica del collegio sindacale della stessa società, aveva espresso da tempo di non riproporre la propria al rinnovo del collegio sindacale, come del resto è avvenuto. Dal momento che nessuna candidatura è stata presentata, i sindaci in carica, come prescrive la legg , sono dovuti rimanere in carica per “prorogatio”. Ugo Volterrani, causa gravosi impegni professionali, aveva annunciato da tempo che avrebbe in ogni caso rassegnato le sue dimissioni alla carica di consigliere. Io avrei mantenuto quindi il mio ruolo nel consiglio di amministrazione. Ora, però, la società ed il presidente Salvadori facevano osservare che, in caso di dimissione del sindaco effettivo, sarebbe stato necessario a breve riconvocare una nuova assemblea dei soci per rieleggere il sindaco mancante (dal momento che nessun supplente ha accettato di subentrare nella carica ). Tutto questo, come suggerito dai consulenti della società, avrebbe in qualche modo creato problemi al nuovo equilibrio societario, davvero inopportuno in questo momento, ed ostacolato la piena operatività del cda. Elementi preziosi in questo momento di estrema criticità. Per queste ragioni, per il bene della società, ho perorato io stesso mio figlio a non inoltrare le sue dimissioni dal collegio sindacale. Ciò che invece mi avrebbe permesso di mantenere la mia elezione nel cda della società di cui avrei fornito la mia opera con forte impegno. Ringrazio i soci che hanno voluto esprimere la preferenza per la mia candidatura ed un grosso augurio di buon lavoro ai membri del consiglio di amministrazione del porto di Cecina». —

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di Redazione web