Gioco
La rabbia di Noemi dopo il furto in casa: «Rubato anche l’anello regalato da mio nonno per la laurea»
Il colpo nella zona nord di Donoratico, la 24enne: «Me lo ha donato poco prima di morire, aveva un grande valore affettivo»
DONORATICO. Sapere che qualcuno è entrato in casa, frugando ovunque alla ricerca di contanti e di chissà cos'altro, lascia un senso d'amarezza che è difficile scrollarsi di dosso. E mercoledì sera i ladri si sono introdotti almeno in un appartamento di Donoratico, rubando gioielli che hanno uno scarso valore economico ma, per la proprietaria, un enorme significato affettivo.
E da un paio di giorni Noemi Ghelli non riesce più a entrare nelle stanze della casa che gli ospiti indesiderati hanno messo a soqquadro da cima a fondo. «Tutto ciò mi fa orrore», dice la 24enne al Tirreno. Anche perché la refurtiva è composta dai gioielli che Ghelli ha ricevuto in dono per la cerimonia di laurea e, soprattutto, dall'anello che le ha regalato il nonno prima di morire. «Non hanno rubato niente di così costoso da non poter essere ricomprato – dice la giovane – Ma quell'anello è stato l'ultimo regalo di mio nonno, perciò mi dispiace davvero tanto non poterlo più avere con me. Non ci credo molto, ma spero con tutto il cuore di poter in qualche modo ritrovare quei pochi ricordi che mi legavano a lui».
Questa è una storia che si svolge nella zona nord di Donoratico, nelle vicinanze del supermercato Penny Market. È mercoledì sera e Noemi si trova nel suo appartamento con i genitori. La madre torna a casa dal lavoro e nota un dettaglio. «Quando è entrata ha detto che nell'appartamento al piano di sotto la tapparella del salotto, la cui finestra affaccia sulla strada, era mezza aperta. Il che ci è parso subito strano perché noi ricordavamo di averla chiusa».
Quella al pian terreno un tempo era la casa del nonno di Noemi. Adesso è vuota, in attesa di lavori di ristrutturazione. «Ma io passavo tanto tempo col nonno quando era ancora vivo, perciò nella camera del piano di sotto ci sono ancora le mie cose». Il padre di Noemi, comunque, quando la moglie fa notare il fatto che la tapparella era alzata va nell'appartamento per accertarsi che tutto sia in ordine. «Ha dato un'occhiata veloce e ha chiuso la tapparella. Lì per lì non ha notato niente di strano. Ma non ha controllato le camere, che avevano tutte le porte chiuse, quindi non so dire se i ladri fossero già entrati o meno». Passa la notte e arriva la mattina del giorno dopo. Che porta la famiglia a scoprire cosa fosse realmente accaduto nella casa al piano di sotto, l’appartamento che era stato dell’adorato nonno di Noemi. «Affacciandomi ho notato che anche l'avvolgibile del bagno era stato aperto. Perciò, chiaramente, siamo andati di nuovo giù a controllare. Mio padre ha aperto la porta del bagno e ha visto che il vetro della finestra era rotto. Poi siamo entrati nelle camere e davanti agli occhi ci è apparso il caos». Perché qualcuno aveva rovistato ovunque, aprendo le ante dell'armadio e sfilando i cassetti dei mobili, lasciando un mare di vestiti sparpagliati sul pavimento e scoperchiando tutte le scatole. È proprio dentro ad alcune di queste scatole che i ladri hanno trovato i gioielli. «Ma onestamente erano oggetti di scarso valore – spiega Ghilli – C'erano orecchini e qualche fedina, per la maggior parte regali di laurea. Ho invece notato che chi è entrato non ha portato via il televisore, la videocamera e i bracciali più costosi. Non so perché, forse cercavano contanti o forse erano già in casa ieri sera (mercoledì sera ndr) e quando hanno sentito mia madre tornare dal lavoro sono fuggiti. Io ho 24 anni e una cosa del genere qui non era mai successa. È sempre stata una zona tranquilla».
La famiglia di Noemi ha poi denunciato l'accaduto rivolgendosi alla stazione dei carabinieri di Donoratico, che rientra nella Compagnia di Cecina guidata dal capitano Christian Bottacci. La denuncia è stata fatta ma, chiaramente, il disappunto per il furto subito rimane. E per Noemi il dispiacere più grande è dato dal non poter più avere più con sé l'anello donato dal nonno: l'ultimo regalo che ha potuto farle prima di morire: «Quello non posso certo ricomprarlo. E provo una grande tristezza. Spero vivamente che nessun altro debba subire la violazione della propria abitazione, dove le persone dovrebbero sentirsi più al sicuro che in qualunque altro posto». —
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