Il Tirreno

i progetti 

Con i soldi del bando Arci Bassa val di Cecina più vicina all’Europa

Michele Falorni

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CECINA. Con il bando vinto dall’Arci Bassa val di Cecina per promuovere la coesione delle regioni europee e le linee guida per accedere ai finanziamenti aperti a semplici cittadini, enti pubblici e privati inizia anche nella nostra zona un percorso nuovo. Il presidente Stefano Ferrari e l’euro progettista Alessandro Zucconi lo hanno illustrato durante la conferenza stampa a Villa Guerrazzi alla Cinquantina, senza dimenticare che in Italia sono solo due i sodalizi che hanno ottenuto il bando. Uno è quello con sede in piazza della Libertà a Cecina e la soddisfazione è grande, perché le idee e i 90mila euro presi dall’Unione per realizzarle aprono prospettive fino ad ora poco conosciute. La sinergia con Patineu, società di consulenza e supporto tecnico, permetterà di realizzare i progetti e comprendere bene le procedure per avere sostegno economico. Il riferimento è il portale telematico www.expanding-horizons.eu dove, hanno spiegato i relatori, si trovano i contatti con esperti inglesi e francesi per avvicinarsi a questo mondo. E per altre informazioni è possibile telefonare al numero 0586 684929. La rete internet non è però la sola risorsa, in quanto sono previsti laboratori dedicati alle medie Galilei di Cecina e Fattori di Rosignano, oltre al liceo Enrico Fermi, che si svolgeranno tra febbraio e marzo, quattro giornate informative in Toscana, Campania, Lombardia e Marche e quattro corsi di formazione sulla progettazione europea nelle stesse regioni con una sola finalità: creare professionisti del settore. Arci Solidarietà, ha ricordato Ferrari, ha chiesto subito la collaborazione dei Comuni della zona, in quanto il bando schiude opportunità per gli studenti, i cittadini e gli enti.

L’assessore comunale alla cultura e all’educazione Domenico Di Pietro, fresco di nomina, ha confermato come «sia positivo che un sodalizio del territorio apra a scenari alti a livello politico, sociale ed economico per lo sviluppo delle regioni europee». Che dalla fine del secolo scorso si misurano ormai con quadri transnazionali, dove i confini tra uno stato e l’altro, non solo sulla carta geografica, sono sempre più sottili e legati al mondo del lavoro in continua evoluzione.

«Vogliamo realizzare percorsi formativi e di consulenza – hanno concluso Ferrari e Zucconi – relativi anche a collaborazioni che nel corso del tempo sostengano lo sviluppo e abbattano ogni forma di disparità, stimolando dibattiti tra i rappresentanti istituzionali e la società civile sugli obiettivi e i risultati basati sulla coesione. E per questo riteniamo necessario informare e coinvolgere sempre di più i giovani nella definizione delle proposte e nel rafforzamento della loro identità europea».—

Michele Falorni

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