Il Tirreno

incidenti sul lavoro 

Abita a Vada l’ex moglie del falegname morto nell’esplosione a Empoli

M.P.

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VADA. L’esplosione di un compressore ha causato la morte di Francesco Santiccioli, 68enne residente a Pontorme, mentre lavorava nella sua falegnameria. Una tragedia che ha attraversato la regione, arrivando sulla costa, dove vive l’ex moglie dell’uomo, Marina Mancuso, che nella frazione turistica fa l’insegnate di asilo.

Assieme a lui al momento dell’incidente c’era un conoscente, che è rimasto ferito e che è stato portato al pronto soccorso del San Giuseppe. Mentre un figlio della vittima Mirko, impiegato nella stessa bottega artigiana, era fuori ed è giunto sul luogo dell’accaduto poco dopo lo scoppio, accusando un malore. Una tragedia, quella che si è abbattuta sulla piccola falegnameria, che ha scosso l’intero borgo empolese e che ha gettato nello sconforto tutta la sua comunità. Francesco Santiccioli da tutti era conosciuto come il falegname di Pontorme. Un uomo riservato, cordiale, ben voluto. Ma soprattutto un uomo che amava il suo lavoro. È così che lo ricordano amici e compaesani. La sua bottega artigiana nel cuore del paese l’aveva aperta venti anni fa.

Nato a Ventimiglia nel 1952, si era trasferito a Firenze per lavorare come falegname. Ma negli anni si era fatto sempre più forte il desiderio di avviare un’attività tutta sua. Un’aspirazione che si era concretizzata all’inizio del nuovo millennio, quando Francesco era arrivato a Pontorme. L’azienda l’aveva aperta di fronte alla casa natale del pittore Jacopo Carrucci, in arte “Il Pontormo”. «Lo conoscevamo tutti – racconta proprio il presidente dell’associazione Borgo Pontormese, Paolo Laschetti – la sua falegnameria era diventata un’attività storica. Aveva lavorato anche alla ristrutturazione della nuova sede dell’associazione e ogni anno dava il suo contributo per la realizzazione della festa di settembre. Era un uomo riservato, una persona perbene. Siamo molto addolorati». Un dolore che si è riversato nelle strette vie della frazione fin da subito, negli attimi appena successivi all’esplosione. Sono stati gli stessi vicini ad allertare i soccorsi: Misericordia, vigili del fuoco e carabinieri, che sono giunti immediatamente sul posto. Per Santiccioli, però, non c’era più niente da fare. Secondo le prime ricostruzioni l’uomo sarebbe deceduto sul colpo. Sulle cause dell’incidente è in corso un’indagine che coinvolge anche i tecnici della medicina legale. Santiccioli, separato dalla moglie, lascia tre figli: Mirko, che lavorava con lui in falegnameria, Yuri, impiegato in una compagnia elettrica, e Davide, grafico. —

M.P.

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