Attenzione
Le partite urgenti e mai chiuse del ponte e degli argini remoti
I muraglioni di terra lungo il fiume sono fondamentali per mettere in sicurezza l’abitato di Marina e Palazzi come la strada di via Volterra
CECINA. Quella del porto non è solo una partita privata, che riguarda gli oltre 500 soci della spa. Ma ha una fondamentale ricaduta pubblicaperché contempla, secondo la convenzione stipulata dalla società proprietaria del porto e il Comune di Cecina, la realizzazione di un nuovo ponte sul Cecina lungo via Volterra ed il rifacimento degli argini remoti del fiume essenziale per mettere in sicurezza l’abitato di Palazzi e Marina. Queste opere dovevano essere realizzate non da parte pubblica ma dalla nuova società (la Acefold service company limited) che avrebbe dovuto subentrare alla società Porto di Cecina come stabilito nel contratto preliminare. Il rogito - come sappiamo - è saltato ed oggi la richiesta di concordato in continuità pone nuovi interrogativi e dubbi sui tempi di realizzazione di queste opere ritenuti da tutti fondamentali. Un investimento da 7,5 milioni senza cui il porto non potrebbe essere omologato . All’interno della convenzione tra Comune e Porto spa sono previsti 3 interventi : la realizzazione dell’argine in sinistra (dal ponte di via Volterra alla caserma Villa Ginori). Poi la sostituzione del ponte di Marina con l’incremento della luce di deflusso delle acque e per questo intervento è in corso una conferenza dei servizi che ha richiesto un parere tecnico al "Consiglio superiore dei lavori pubblici". E infine la realizzazione dell’argine remoto in destra idraulica lato nord (tra il ponte ferroviario e quello di via Volterra). In questo caso la conferenza dei servizi è già aperta.
Qual è la situazione? Dal Comune alcuni mesi fa avevano fatto sapere che non c’erano grosse novità rispetto allo scorso autunno. Dalla Regione, d’altra parte, dicono che un piccolo passetto in avanti è stato fatto. «Il progetto è stato escluso dall’assoggettabilità a Via (valutazione di impatto ambientale)». Ora c’è l’interrogativo più grande. Chi farà questi interventi? —
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