Il Tirreno

Da casa del fascio a simbolo popolare di Palazzi: ecco la storia del circolo dove tutti sono benvenuti

Claudia Guarino
Da casa del fascio a simbolo popolare di Palazzi: ecco la storia del circolo dove tutti sono benvenuti

L’Arci ha iniziato a gestirlo alla fine degli anni Cinquanta diventando nel tempo sede di iniziative sociali, cene e dibattiti

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CECINA. Un tempo anche sull’Aurelia di Palazzi sfilavano le camicie nere. E quello che oggi è un circolo Arci negli anni Trenta era la casa del fascio, cioè una delle sedi che il partito nazionale fascista aveva posizionato sul territorio. Allora, come oggi, l’edificio era dotato di bar e guardando le foto dell’epoca, alcune pubblicate sul gruppo Facebook Sei di Palazzi se, si vede il barista in giacca scura che versa il vino in calici ordinatamente disposti sul bancone. Fuori, al tavolo, gli avventori in camicia bianca e abito chiaro, aspettano il loro bicchiere e, nel frattempo, si mettono in foto per uno scatto di rito. Correva l’anno 1936. Poi c’è stata la guerra a tutto è cambiato.

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«Durante la guerra l’edificio che ospitava la casa del fascio è finito in mano ai combattenti - racconta Eros Gorelli, socio Arci - E dopo hanno continuato a portarlo avanti proprio loro: i combattenti e reduci di guerra. L’Arci ha iniziato a gestirlo alla fine degli anni Cinquanta, poco dopo la sua nascita come associazione che è avvenuta nel 1957». Per un periodo quell’edificio sulla via Aurelia è stato anche la sede dell’Arci caccia. Poi, col tempo, ha ospitato eventi culturali e iniziative sociali di ogni tipo. Oltre a diventare simbolo di una San Pietro in Palazzi che in passato offriva poco altro per lo svago e il tempo libero.

Chi ha vissuto il circolo Arci negli anni Settanta si ricorda bene la polarizzazione politica di quegli anni, figlia del passato, della divisione del mondo in blocchi e di un dualismo fatto di scontri anche violenti. Il circolino aveva, e ha, un’identità ben precisa, basata sui valori della resistenza e dell’antifascismo. E gli scontri verbali con l’altra parte non sono di certo mancati. Poi il tempo ha smussato gli angoli del conflitto e le lotte si sono attenuate. Nel frattempo il circolino Arci ha continuato ad accogliere palazzetani e non, diventando sempre di più un punto di riferimento per la piccola frazione. Oggi è sede di iniziative sociali, cene conviviali, svaghi vari ed eventuali, oltre a ospitare dibattiti e altre associazioni.«Tutti sono i benvenuti qui - dice il presidente del comitato territoriale Alessandro Masoni - purché abbraccino i valori del nostro statuto». In realtà oggi il circolino è chiuso, come tutti gli altri, per decreto. E al momento in quell’edificio posto sulla via principale di San Pietro in Palazzi regna solo il silenzio. -

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