Il Tirreno

A Castiglioncello è nato l’albero delle poesie: parla ai cuori guardando gli scogli

A Castiglioncello è nato l’albero delle poesie: parla ai cuori guardando gli scogli

Sul Lungomare Cristoforo Colombo, ai Pungenti, l’opera di un misterioso autore conquista i passanti attraverso piccolissimi racconti che emozionano

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CASTIGLIONCELLO. “Buffo sono nato qui vicino, e ti sto guardando, mentre stai leggendo, hai un’espressione buffissima”: aleggia così, dondolato dal vento, scritto su un listello di legno che dondola dall’albero, il mistero del poeta che si firma C.O. e che ha “addobbato” una tamerice sul lungomare Cristoforo Colombo con i suoi pensieri. Poesie, piccolissimi raccoonti, emozioni. E il fascino di un’installazione che si fonde con la natura, con gli scogli di questa zona che non a caso si chiama “I Pungenti” proprio per i suoi scogli aguzzi, con l’odore di mare e di terra. Siamo nella zona sud di Castiglioncello, parco Uzielli, e la sorpresa è arrivata una mattina. Una delle tamerici spogliate dall’autunno che costeggiano la passeggiata ha cominciato a parlare. Attraverso tre tavolette di legno appese ai rami, firmate dall’anonimo autore e diventata un’attrazione per tutti quelli che passano di qui. «La gente, da quando abbiamo riaperto - dicono al bar ristorante I Pungenti, a due passi dalla tamerice e dal mare - vuole saperne di più, ci chiede chi è l’autore. Ma anche per noi è un mistero. È stata una sorpresa, di certo alle persone piace, incuriosisce».

L’albero insomma piace, piace la cura con la quale sono state appese le scritte, la scelta del materiale, le parole che strappano un sorriso, una riflessione, magari una piccola emozione. Perché c’è poesia, ma anche ironia e spiritaccio toscano in quelle righe pazientemente trasformate in pubblicazioni all’aria aperte. “Tutta gente da bosco e da riviera, da soda e negroni, da Quercetano e Poggio Pelato, da favolli e lardaioli, uomini bubboloni e donne libertine, tutti mangiatori di batti batti e cignah coi Pruni!” è un’altra delle composizioni trascritte sul lego, omaggio al territorio e alla sua gente, a quello spirito che unisce appunto terra e mare in un’unico originale sguardo sul mondo.

C’è anche una piccola favola... “Bambino Verde eBambino Blu giocano insieme. Blu: ma anche tu hai cinque dita? Verde: perché tu no?. Passarono tutto il giorno a contarsi le dita a vicenda per sincerarsi della scoperta. Quel giorno scoprirono che i grandi avevano torto”. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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di Redazione web