Il Tirreno

L’opposizione  

Pazzaglia all’attacco «Trasformismo Lippi si dimetta»

Michele Falorni
Pazzaglia all’attacco «Trasformismo Lippi si dimetta»

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CECINA. La presentazione della nuova giunta in consiglio comunale innesca lo scontro tra maggioranza e opposizione. La seduta è stata aperta dalla presidente del consiglio Sabrina Giannini, che ha ricordato in poche parole il significato della Giornata della Memoria e la deposizione delle due corone di fiori in piazza Ivan Iori e Nilde Iotti. In maggioranza, Giovanni Salvini, ex vicesindaco nella prima legislatura Lippi e persona molto conosciuta, ha sostituito come consigliere Di Pietro divenuto appunto assessore. Il sindaco ha inoltre formato un gruppo di cinque medici – Elio Venturini, Riccardo Ristori, Patrizia Freni, Marco Gucci e Stefano Granchi – per approfondire le questioni relative alla sanità e nominato Fulvio Daniele, componente dell’Anfi, coordinatore dei volontari della Protezione civile.

L’opposizione ha augurato sì buon lavoro ai nuovi arrivati e condiviso la ricorrenza legata al Giorno della Memoria, ma ha posto alcune domande a Lippi. Federico Pazzaglia ha spiegato che «il cambio degli assessori dà un’immagine perdente, per non dire fallimentare, della giunta, soprattutto ripensando alla campagna elettorale e alle relative scelte: il carabiniere Fabio Pacchini, Lucia Valori e Gabriele Bulichelli, che forse sarà sostituito se le sue competenze saranno trasferite al polo logistico della Magona. Senza dimenticare il bilancio, dove gli avvicendamenti sono stati numerosi: dopo Federico Cartei, Daria Forestiero e Maria Grazia Rocchi nell’ultimo anno e mezzo e ora l’avvocata Piancatelli. Ciò significa non avere le idee chiare e nemmeno obiettivi definiti, poiché non c’è continuità. Perciò chiedo le dimissioni al sindaco, il progetto presentato in campagna elettorale è del tutto modificato». Concetto ripreso da Lorenzo Gasperini, «perché conoscere i motivi delle dimissioni degli assessori, mai dette, è un dovere nei confronti della collettività». Chiara Tenerini ha parlato di trasformismo politico, che ha aumentato la distanza dalla cittadinanza, problema sollevato pure da Quiriconi. Infine, il saluto di Salvini e le conclusioni di Lippi, pronto a ricordare che «le scelte fatte sono in funzione del progetto amministrativo». —

Michele Falorni

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