«La memoria è il vaccino al virus del nazifascismo»
Intitolata a don Italo Gambini l’area su via Gorizia, scoperta una targa in ricordo delle vittime dell’ordigno esploso nel ’44 in via Asmara
castiglioncello. Per celebrare la Giornata della Memoria il Comune di Rosignano, in collaborazione con la sezione locale Anpi, ha deciso di intitolare il largo che si trova nei pressi della chiesa di Portovecchio a don Italo Gambini.
Ieri mattina la cerimonia alla quale hanno partecipato il sindaco Daniele Donati, Giacomo Luppichini in rappresentanza di Anpi, Giovanni Gambini, nipote di Don Italo, che ha letto un brano del libro “Vangelo nei legher” in cui Don Angeli descrive il giovane parroco di Castiglioncello, e Don Marcello, attuale sacerdote della Chiesa di Portovecchio a Castiglioncello.
«La memoria – ha detto il sindaco Donati – è il miglior vaccino per il virus del nazifascismo che tante vittime ha fatto durante la dittatura e la guerra. Questa intitolazione rappresenta una tappa di un lungo percorso della Memoria che coinvolge tutto il territorio di Rosignano». Poi i presenti si sono spostati in via Asmara, all’angolo del camminamento che conduce dal parcheggio del Castello Pasquini fino a piazza della Vittoria, dove è stata scoperta la targa dedicata a tutte le vittime dell'ordigno esploso quel tragico 9 luglio 1944. E lì hanno parlato Paolo Bini, nipote di Giuseppe Bini, che perse la vita a causa di quell’ordigno, e il signor Mazzini, in rappresentanza degli altri familiari di Don Italo Gambini. Prima della cerimonia, ha raccontato le sue memorie al sindaco Donati anche la signora Lami, una cittadina di Castiglioncello, che da ragazza ha assistito al tragico evento. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
