Il Tirreno

Ci sono volute 14 aste per liberarsi dell’ecomostro sul viale Vittoria

M.M.

Una lunga vicenda cominciata nel 2005, quando la società Maestrale rilevò il vecchio albergo, poi il fallimento e lo stop al progetto  

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la storia

Ci sono volute 14 aste per arrivare alla vendita dell’ex Lido, diventato per tutti “l’ecomostro” di Marina di Cecina dopo il fallimento della società Maestrale che aveva rilevato l’immobile nel 2005 iniziando l’opera di recupero mai portata a termine. Una vicenda tormentata, che si è conclusa alla fine del 2017 al Tribunale di Firenze, dove si è tenuta la quattordicesima asta appunto, senza incanto. L’immobile, rimasto uno scheletro vuoto a causa del fallimento, era stato messo all’asta per la prima volta il 20 settembre 2013. Da allora ogni tentativo di vendita era stato un flop, tutte deserte le aste che si sono succedute negli anni, un niente di fatto i tentativi di recuperare il progetto da parte della società promotrice, la Maestrale srl. A dicembre di quattro anni fa la svolta, con l’offerta rappresentata dall’avvocata livornese Laura Formichini per conto del gruppo dei giovani imprenditori cecinesi Fulceri-Rossi Ciampolini che ha consentito di chiudere a poco più di un milione di euro. La vendita senza incanto presso il Tribunale di Firenze aveva una base d’asta di 1.152.000 euro con la possibilità di accettare offerte a partire da 864mila euro. Meno di un sesto del valore stimato dell’edificio cinque anni prima, quand’era stato valutato sei milioni e mezzo. Una svolta che fu salutata con grande sollievo dal punto di vista turistico imprenditoriale ma soprattutto ambientale perché metteva un punto alla vicenda di un cantiere incompiuto che dal 2006 imbarazzava Cecina Mare, con il suo scheletro di cemento di quattro piani, ingabbiato con reti verdi e impalcature, nel tempo mezzo divelte, proprio davanti al mare, tra largo Cairoli e la terrazza tra i bagni Girasole e l’Armida. La notizia dello sblocco della vicenda fu accolta con soddisfazione dall’amministrazione comunale cecinese. L’allora assessore alle Finanze Federico Cartei parlò di un buon risultato per Marina, che finalmente poteva archiviare lo scheletro ingabbiato alto venti metri che deturpava il lungomare. L’operazione immobiliare prevedeva u n complesso a cinque piani con destinazione turistico ricettiva, oltre a quello sotterraneo adibito ad autorimessa. Poteva diventare una Rta, invece il gruppo FRC ha optato per un albergo 4 stelle. —

M.M.

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