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«Babbo è morto per colpa del Covid ma lo hanno seguito con grande umanità»
Mauro Donati aveva 76 anni, era ricoverato a Cecina La famiglia: «In terapia intensiva competenza e impegno»
VADA. La sua famiglia ha sperato fino all’ultimo che il suo corpo reagisse al coronavirus, a cui era risultato positivo all’inizio dello scorso dicembre. Ma la situazione è precipitata e Mauro Donati non ce l’ha fatta. È morto nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Cecina.
«È chiaro che la sua scomparsa è una tragedia – spiegano le figlie Manuela e Manola - , ma vogliamo sottolineare la competenza e la bravura del reparto di Terapia intensiva di Cecina, e ringraziare i medici perché sono stati molto bravi e hanno fatto tutto il possibile per salvare nostro padre».
La notizia della scomparsa di Donati, che aveva 76 anni, si è diffusa velocemente a Vada, dove l’uomo era molto conosciuto e apprezzato.
Ex dipendente dello stabilimento chimico Solvay, in pensione dalla fine degli anni Novanta, abitava con la moglie Dori Caroti ai Polveroni, quartiere alla periferia di Vada dove è forte il senso di comunità.
Dopo la pensione si era dedicato alla famiglia, alle figlie Manuela e Manola, e soprattutto ai nipotini con cui era solito giocare a calcio nel giardino di casa. Coinvolto da uno dei generi che è attivo all’interno dell’Asd Vada calcio, Donati dava spesso una mano per aiutare l’associazione sportiva, prodigandosi in piccoli lavori di manutenzione delle strutture.
Grande appassionato di calcio, era un tifoso storico della Juventus, di cui seguiva le sorti con grande interesse. In tanti ricordano la sua cordialità, il carattere disponibile verso gli altri e la capacità di infondere serenità.
A ripercorrere le ultime settimane sono le figlie, che ricordano come Donati «non avesse patologie fisiche particolari». «È risultato positivo al Covid – spiegano – lo scorso 3 dicembre e pochi giorni dopo, il 10 dicembre, è stato ricoverato a Cecina, nell’apposito reparto per i malati di coronavirus».
Nonostante il ricovero le sue condizioni non sembravano particolarmente preoccupanti. Evidentemente, però, il suo corpo non ha reagito al virus. E il 23 dicembre Donati è stato trasferito nel reparto di Terapia intensiva, sempre all’ospedale di Cecina. Qui le sue condizioni hanno avuto fasi altalenanti. «Il personale sanitario – spiegano le figlie – ha fatto di tutto, i medici e il resto dello staff hanno seguito con attenzione e umanità la situazione sanitaria di nostro padre».
In poche ore la situazione è peggiorata e il corpo di Donati si è arreso al virus. La comunità vadese, che per settimane ha sperato che Donati superasse la malattia, è rimasta senza parole alla notizia della sua scomparsa.
Per ricordarlo e mostrare vicinanza alla sua famiglia, è stata anche organizzata una raccolta fondi da destinare poi in beneficenza. Le donazioni possono essere fatte al bar ai Polveroni, all’incrocio tra via dei Polveroni e via per Rosignano.
Per volontà della famiglia i fondi che saranno raccolti verranno donati al reparto di Terapia intensiva di Cecina, del quale appunto la moglie e le figlie sottolineano l’efficienza e la preparazione professionale e umana. —
Anna Cecchini
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