Sicurezza
Mulaz: «Ancora troppo pochi i vaccini per i volontari»
LA PRESIDENTE DELLA PUBBLICA ASSISTENZA DI CECINA SPERA IN UNO SBLOCCO NEI PROSSIMI GIORNI
cecina. In una settimana le cose non sono migliorate. Domenica scorsa iniziavano le vaccinazioni per i volontari delle associazioni di soccorso. E già i presidenti si erano lamentati per il numero esiguo di vaccinati. Un problema in tutta la provincia. Il bilancio aggiornato a ieri mostra una situazione che non si è spostata di una virgola. Alla Misericordia di San Pietro in Palazzi sono cinque i volontari che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid. Solo cinque su 28 preadesioni, come chiesto dalla Regione. Dice il presidente del sodalizio Massimo Bianchi: «Ora qualcosa si sta sbloccando, durante la settimana abbiamo avuto delle chiamate. Finora però sono soltanto cinque i volontari vaccinati, contro una settantina di attivi sui servizi di emergenza. Nella richiesta della Regione di fornire preadesioni, abbiamo indicato i volontari più a rischio, che prestano servizio sulla Charlie (l’ambulanza per il trasporto dei malati di Covid, ndr) e nei turni di emergenza».
Stessi numeri alla Pubblica assistenza di Cecina, dove sono solo otto i volontari vaccinati su una preadesione pari a una quarantina di persone. La presidente dell’associazione, Serena Mulaz, non nasconde la sua delusione. «Oggi (ieri, ndr) mi stanno arrivando messaggi che per fortuna la cosa si sta sbloccando – commenta Mulaz – ma finora i numeri sono davvero irrisori». E spiega: «L’Anpas regionale, l’associazione delle pubbliche assistenze ci ha chiesto di fornire una lista di preadesioni, con una prima scrematura che riguarda solo le urgenze: da Cecina abbiamo fornito una quarantina di nominativi, ma sono soltanto otto i vaccinati. Un paio sono stati chiamati all’ospedale di Cecina, uno a Li vorno, un altro a Cisanello... Io sono stata vaccinata perché da sedici anni lavoro come infermiera in rianimazione a Cisanello.
«Credo – aggiunge – che sia stato commesso un errore a non mettere sullo stesso piano i volontari in prima linea con il personale sanitario, perché i volontari che fanno turni sulle ambulanze vanno nelle abitazioni e sono a contatto diretto con i malati, spesso sono più a rischio loro degli operatori ospedalieri di alcuni reparti in cui si entra già tamponati».
La speranza è che si stia sbloccando il meccanismo. Da questa settimana, infatti, la vaccinazione dei volontari “centodiciottisti” dovrebbe essere accentrata all’ospedale di Livorno, al primo terreno con vaccini Moderna, più semplici, che dovrebbero quindi velocizzare l’iter. —
M.M.
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