Il Tirreno

Gli studenti del Fermi di Cecina alla prova tampone: 25 ragazzi in fila per il test “Scuola sicura”

Michele Falorni
Gli studenti del Fermi di Cecina alla prova tampone: 25 ragazzi in fila per il test “Scuola sicura”

Prima seduta del programma dell’Asl. Il dirigente dell’Igiene, Vito Conti: «Buona riuscita, nel segno della prevenzione» 

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CECINA.  Con il primo giorno dedicato al progetto “Scuola sicura”, il liceo Enrico Fermi inizia il percorso dei tamponi rapidi che si concluderà alla fine dell’anno scolastico. Ieri mattina, alle dieci in punto, i medici del dipartimento di Prevenzione igiene pubblica dell’ospedale di Cecina coordinati dal dottor Vito Conti sono arrivati nella sede di via Ersilio Ambrogi per analizzare 25 studenti divisi in gruppi di cinque e appartenenti a cinque classi dalla prima alla quinta. La professionalità degli specialisti, unita all’organizzazione dell’istituto e all’ottimo comportamento dei ragazzi ha facilitato le procedure, concluse in meno di un’ora e mezzo.

A ricevere il personale sanitario, la preside Tania Pascucci e la vice Patrizia Pilegi, che hanno accompagnato la squadra all’ingresso dell’ambulatorio, dove provette e bastoncini sono stati disposti in ordine sui tavoli. Con Vito Conti erano presenti i medici scolastici Martina Caterino, Silvia Bargagna, Matteo Ferrito, Niccolò Grassi e Silvia Catania, che ogni giorno lavorano con Andrea Mencarelli, Vittorio Malquori, Francesco Luschi, Salvatore Asero e Girolamo Luisi, ieri non presenti. Il tecnico della prevenzione Michele Cimmino e l’infermiera Monica Cazzuola hanno seguito le operazioni alternandosi con le dottoresse. «Il progetto – hanno spiegato Conti e i medici – prevede tamponi sulla popolazione scolastica e si ripeteranno ogni settimana fino al termine della scuola». L’indicazione del liceo è venuta dalla Regione e ogni giovedì altri gruppi di studenti che frequentano le stesse classi saranno visitati per avere un quadro preciso. In via Ambrogi, per un breve saluto, è arrivato anche il sindaco Samuele Lippi, che ha seguito per qualche minuto la procedura e dopo avere scambiato alcune impressioni con le insegnanti e il personale ospedaliero, è tornato in ufficio. Alle dieci e venti è entrato il primo ragazzo, secondo l’elenco dei nomi divisi per classe. I dottori Niccolò Grassi e Silvia Catania, dopo avere indossato le maschere protettive, il camice bianco e due paia di guanti in plastica – di cui uno cambiato ogni volta – e isolato le scarpe, hanno preso il campione di saliva dalla bocca e di muco dal naso poi chiusi nelle provette. Grassi, prima di cominciare, ha chiesto a tutti i ragazzi se avessero già eseguito la prova. Alcuni hanno risposto di sì, spiegando le ragioni. Ogni alunno entrato nell’ambulatorio si è dunque seduto sulla sedia igienizzata e ha calato la mascherina rimanendo fermo in attesa che il medico svolgesse la veloce procedura. Chiamati uno ad uno, i 25 studenti hanno confermato il proprio nome e cognome e atteso il tampone. Il garbo con cui sono stati accolti ha permesso loro di rimanere tranquilli. La preside e la professoressa Pilegi hanno verificato che la mattinata si svolgesse senza imprevisti. «Tutto bene», ha detto Vito Conti al momento in cui la porta si è chiusa e la squadra ha messo a posto le provette e i documenti. Secondo le disposizioni e l'organizzazione, giovedì prossimo è in calendario il secondo appuntamento. —

Michele Falorni

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